Europa - Mondo
Gaza, Von der Leyen e Onu lanciano l’allarme umanitario. L’Ue revoca parte delle sanzioni economiche alla Siria
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato di aver discusso con il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez dell’“intollerabile crisi umanitaria in corso a Gaza”, sottolineando la necessità che gli aiuti umanitari “raggiungano immediatamente e su larga scala” la popolazione civile. Il messaggio è stato condiviso sui canali social ufficiali della Commissione, in un momento in cui la situazione nella Striscia si aggrava giorno dopo giorno.
Il grido d’allarme arriva anche dalle Nazioni Unite. Al Consiglio di Sicurezza, la coordinatrice speciale per il processo di pace in Medio Oriente, Sigrid Kaag, ha tracciato un quadro drammatico: “L’intera popolazione di Gaza rischia la carestia. I civili hanno perso la speranza. Invece di dire addio, ora i palestinesi dicono: ci vediamo in paradiso. La morte è diventata la loro compagna. Non è vita, non è speranza”. Kaag ha poi ribadito che il popolo di Gaza “merita più della semplice sopravvivenza. Merita un futuro”.
Intanto, sul fronte delle politiche estere, l’Unione Europea ha formalizzato la revoca delle misure economiche restrittive nei confronti della Siria, mantenendo però in vigore quelle legate alla sicurezza. Lo ha comunicato ufficialmente il Consiglio dell’Ue attraverso una nota, specificando che la decisione, già anticipata il 20 maggio, ha l’obiettivo di “sostenere il popolo siriano in un percorso di riunificazione e ricostruzione verso una Siria nuova, inclusiva, pluralistica e pacifica”. Queste azioni si inseriscono in un contesto di crescente attenzione internazionale alle crisi umanitarie in Medio Oriente, con l’Europa che tenta di bilanciare il sostegno ai diritti umani e alla stabilità regionale attraverso nuove strategie diplomatiche ed economiche.
