Cronaca
Tajani: “Italia in prima linea per la pace e la ricostruzione in Medio Oriente”
L’Italia è pronta a svolgere un ruolo decisivo nella fase di ricostruzione e stabilizzazione del Medio Oriente. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Antonio Tajani al termine della riunione dei ministri del G7, spiegando che il contributo del nostro Paese potrà concretizzarsi in diversi ambiti, dalla formazione della polizia palestinese al sostegno delle strutture civili nei territori. “Il nostro sarà un impegno concreto e positivo – ha spiegato – anche perché l’Italia ospiterà la conferenza del Cairo dedicata alla ricostruzione. Abbiamo stanziato 60 milioni di euro, e i primi 5 sono già stati inviati”. Tajani ha ribadito l’intenzione di mantenere un dialogo aperto con tutti gli interlocutori regionali, compresi i Paesi musulmani, per costruire un percorso di pace duraturo.
“È fondamentale che la tregua a Gaza regga e che gli aiuti, in particolare alimentari, arrivino senza ostacoli alla popolazione civile”, ha sottolineato. “Il nostro inviato speciale ha già visitato Giordania, Ramallah, Israele ed Egitto e presto sarà negli Stati Uniti, per assicurare che l’Italia resti parte attiva sia nella fase di ricostruzione sia in quella del negoziato politico”. Commentando poi la guerra in Ucraina, Tajani ha ridimensionato la portata dei recenti sviluppi militari: “L’offensiva russa non è affatto una serie di successi, ma soprattutto propaganda. Da tre anni sostengono di vincere, ma la guerra è ancora in corso. Dobbiamo continuare a lavorare per un cessate il fuoco e spingere Putin a una posizione più ragionevole”.
Sul fronte economico, il ministro ha evidenziato la necessità di proteggere l’industria europea dal rischio di dipendenza dalla Cina: “Non possiamo permettere che Pechino stabilisca il prezzo delle materie prime. È in gioco la competitività delle nostre imprese”. Infine, un riferimento alla crisi umanitaria in Sudan: “L’Italia si sta impegnando per favorire un cessate il fuoco tra le fazioni in lotta. Abbiamo predisposto un aereo e una nave con aiuti umanitari destinati ai bambini, che arriveranno a Port Sudan prima di Natale. È importante coinvolgere anche i Paesi del Golfo in questo sforzo diplomatico”.
