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Alcaraz trionfa agli Us Open e diventa il numero uno nella classifica mondiale davanti a Sinner
Carlos Alcaraz ha interrotto il regno di Jannik Sinner, imponendosi nella finale degli Us Open e riconquistando il titolo di numero uno al mondo. Sul cemento di New York, lo spagnolo ha prevalso in quattro set con il punteggio di 6-2, 3-6, 6-1, 6-4, riportandosi al vertice del tennis mondiale e diventando, dopo Bjorn Borg, il secondo giocatore più giovane della storia capace di conquistare sei titoli dello Slam.
Sinner, campione in carica, ha lottato con determinazione ma non è riuscito a ripetere l’impresa dello scorso anno. Dopo un avvio difficile, aveva rimesso in equilibrio il match conquistando il secondo set, ma l’aggressività e la varietà del gioco di Alcaraz hanno fatto la differenza. Alla fine il bilancio dei numeri è stato eloquente: dieci ace dello spagnolo contro i due dell’azzurro, oltre a una maggiore incisività nei momenti decisivi.
“Congratulazioni, sei stato migliore di me”, ha detto Sinner al termine della partita, ringraziando squadra, pubblico e organizzatori. “Ho dato tutto quello che avevo, ci vediamo il prossimo anno”. Dal canto suo, Alcaraz ha voluto rendere omaggio al rivale-amico: “Jannik è straordinario, quello che ha fatto in questa stagione è incredibile. Lo considero più che un avversario, è quasi famiglia. È bello condividere con lui il campo”.
La finale è stata seguita da una cornice d’eccezione, con l’Arthur Ashe Stadium gremito di celebrità, da Danny DeVito a Bruce Springsteen fino alla campionessa olimpica Lindsey Vonn. Ma l’atmosfera non è stata priva di tensioni: la presenza di Donald Trump ha comportato un rafforzamento delle misure di sicurezza che ha ritardato l’inizio del match di quasi un’ora, lasciando centinaia di spettatori in fila nonostante i biglietti venduti a prezzi superiori ai mille dollari. L’ex presidente, inquadrato durante l’inno, è stato accolto da un misto di fischi e applausi, con le tv invitate dalla USTA a moderare le immagini delle reazioni del pubblico.
Alla fine, però, i riflettori sono rimasti puntati sui due protagonisti. In un match che ha confermato la rivalità destinata a segnare una generazione, Alcaraz ha ritrovato la vetta del ranking mondiale, lasciando Sinner con l’amarezza di un titolo mancato ma con la consapevolezza di restare tra i protagonisti assoluti del circuito.
