Cronaca
Elezioni: affluenza in calo in Veneto, Campania e Puglia nel primo giorno di voto regionale
Seggi riaperti in Veneto, Campania e Puglia, dove circa undici milioni e mezzo di cittadini sono chiamati a scegliere governatori e Consigli regionali. La prima giornata si chiude con un dato chiaro: l’affluenza è in calo quasi ovunque. In Veneto il voto si ferma al 33,88 per cento, con una flessione di oltre dodici punti rispetto al 2020. In Puglia si registra un 29,45 per cento, dieci punti in meno rispetto alla precedente tornata. In Campania vota il 32,09 per cento, quasi sette punti in meno rispetto al 38,91 di cinque anni fa. A Napoli il dato resta basso ma più stabile: 30,03 contro 32,64.
Oggi alle quindici si chiuderanno definitivamente le urne. Con queste ultime tre regioni termina una lunga stagione elettorale che da fine settembre ha portato alle urne anche Marche, Valle d’Aosta, Calabria e Toscana. Il voto arriva dopo mesi di tensioni interne ai partiti. In Veneto e Campania è rimasto irrisolto il tema del terzo mandato per Luca Zaia e Vincenzo De Luca, bocciato prima dalla politica e poi dalla Corte costituzionale. I percorsi dei due però si separano: Zaia corre dentro la Lega senza una propria lista, mentre in Campania la lista A testa alta, legata all’esperienza di De Luca, corre accanto a Pd e M5s aprendo un confronto interno ai Dem, anche con il figlio Piero in corsa.
La Campania vede un centrodestra che spera nella rimonta di Edmondo Cirielli su Roberto Fico. La tensione cresce anche per la violazione del silenzio elettorale da parte di vari esponenti di Fratelli d’Italia che hanno rilanciato attacchi sul caso del posto barca di Nisida. I Cinque Stelle reagiscono chiedendo l’intervento delle autorità competenti.
In Puglia la competizione per la successione a Michele Emiliano si concentra su Antonio Decaro, forte del risultato alle europee, e Luigi Lobuono. Un successo di Decaro potrebbe spingerlo a un ruolo più centrale nel Pd riformista.
In Veneto, oltre alla sfida tra Alberto Stefani per il centrodestra e Giovanni Manildo per il centrosinistra, pesa la gara tra Fdi e Lega per il primato regionale. Il risultato potrebbe incidere anche sugli equilibri in vista delle prossime regionali lombarde.
Lunedì pomeriggio si chiude quindi l’intero ciclo elettorale 2025, che ha coinvolto sette regioni. Oltre al numero di vittorie, conterà il totale dei voti raccolti dai due poli. Il centrosinistra si dice convinto che il fronte progressista costruito da Elly Schlein possa ottenere più consensi complessivi, nonostante il rischio astensione. Un risultato del genere, secondo diversi osservatori del Pd, rafforzerebbe la segretaria in vista delle politiche del 2027.
