Europa - Mondo
Tajani frena la Lega: “Sui dazi decide l’Unione Europea, no a guerre commerciali con gli Stati Uniti”
Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani interviene sul dibattito interno al governo riguardante i dazi commerciali imposti dagli Stati Uniti, chiarendo la posizione dell’Italia e ribadendo la centralità del ruolo dell’Unione Europea in materia di politica commerciale. “Sui dazi non è l’Italia a trattare. La competenza esclusiva è della Commissione europea. Sono le regole dei trattati e vanno rispettate”, ha dichiarato Tajani, rispondendo alle pressioni della Lega che spinge per una trattativa bilaterale con Washington. “Un conto è discutere sull’export, ma la questione dei dazi è di pertinenza dell’UE. Chi affronta questi temi dovrebbe conoscerne il quadro normativo”, ha aggiunto, sottolineando come l’Italia debba rimanere pienamente allineata con Bruxelles.
Il vicepremier ha poi ribadito il sostegno all’Unione Europea: “L’UE è la nostra casa e noi continueremo a difenderla. Non faremmo mai parte di un governo antieuropeo. Mi pare che anche la presidente del Consiglio abbia sempre fatto scelte coerenti in questa direzione”. Riguardo alla possibilità di una risposta europea alle misure protezionistiche statunitensi, Tajani ha dichiarato che eventuali contromisure, come i contro-dazi, dovranno essere valutate a livello comunitario: “Ne discuteremo lunedì con il commissario Sefcovic. Se sarà necessario dare un segnale politico, lo faremo, ma non vogliamo innescare un’escalation. L’obiettivo è arrivare a un’abolizione reciproca dei dazi, costruendo un grande mercato comune tra Europa e Stati Uniti”.
Tajani ha anche richiamato l’attenzione sulla necessità di una strategia comune e ben ponderata da parte dell’Unione: “Non è una questione di agire in fretta, ma di agire con intelligenza. Non dobbiamo fare la guerra all’America, bensì lavorare insieme per affrontare le sfide globali”. Sul piano economico, il ministro ha indicato alcune priorità interne per rafforzare la competitività europea: “Bisogna abbattere i costi di produzione, semplificare la burocrazia, ridurre il costo dell’energia e completare il mercato unico dell’elettricità. Serve più Europa, non meno”.
Parlando infine di spese militari, ha precisato che l’Italia si impegna a raggiungere l’obiettivo del 2% del PIL per la difesa, come richiesto dalla NATO, ma ha osservato che un incremento ulteriore sarebbe difficile da sostenere in presenza di barriere commerciali: “Se aumentano i dazi, diventa complicato destinare maggiori risorse alla sicurezza”. Tajani ha concluso esprimendo la sua opposizione all’idea che gli imprenditori italiani possano scegliere di delocalizzare per reagire alla situazione: “Io sono per l’internazionalizzazione, non per la fuga. Andarsene dall’Italia sarebbe una scelta incoerente per un imprenditore che vuole contribuire al futuro del Paese”.
