Tutte le notizie
Immigrati, click day e permessi di soggiorno, smantellata rete criminale: Meloni rivendica l’allarme lanciato un anno fa
È stata sgominata una vasta rete criminale che, secondo quanto ricostruito da Polizia e Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, gestiva un sistema di corruzione e frode legato al rilascio dei permessi di soggiorno per cittadini extracomunitari, sfruttando le falle del meccanismo del cosiddetto “click day”. Coinvolti professionisti, imprenditori, un agente di polizia e membri della criminalità organizzata. Tra i promotori dell’organizzazione ci sarebbero tre avvocati, finiti in carcere insieme ad altri membri del gruppo. Complessivamente sono 45 le misure cautelari emesse.
Secondo gli investigatori, gli indagati proponevano a stranieri l’inserimento di richieste di permesso di soggiorno tramite assunzioni fittizie, arrivando a chiedere fino a 10mila euro a persona. Le identità digitali necessarie per accedere alla piattaforma ufficiale dello Sportello Unico per l’Immigrazione venivano ottenute con la complicità di imprenditori compiacenti. I guadagni sarebbero stati talmente elevati da attirare l’attenzione di ambienti legati alla camorra, in particolare al clan Fabbrocino.
Nel corso dell’operazione, sono stati sequestrati beni di lusso per centinaia di migliaia di euro, tra cui una Ferrari, una Harley Davidson, una Mercedes, appartamenti e locali commerciali tra Napoli e Sorrento, oltre a numerose polizze assicurative. La premier Giorgia Meloni, attraverso un post sui social, ha ricordato di aver denunciato il problema già un anno fa alla Procura nazionale antimafia e antiterrorismo, ricevendo in quel momento forti critiche. “Un anno fa molti parlavano di propaganda, ma ora emergono identità digitali false, legami con i clan e accessi illegali nel nostro Paese. Avevamo ragione a denunciare e il governo continuerà a contrastare ogni forma di illegalità legata all’immigrazione”, ha scritto la presidente del Consiglio.
Un anno fa, mentre molti gridavano allo scandalo e ci accusavano di fare propaganda, ho presentato un esposto alla Procura nazionale antimafia e antiterrorismo per denunciare gravi irregolarità nel sistema del “click day” per i permessi di soggiorno.
Da allora sono emerse… pic.twitter.com/wZT6CTF1n1
— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) June 11, 2025
In Parlamento, Fratelli d’Italia ha chiesto un’informativa urgente del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Il capogruppo Galeazzo Bignami ha sottolineato come la vicenda confermi la fondatezza delle preoccupazioni espresse in passato dalla premier, accusando il centrosinistra di aver sottovalutato il fenomeno e lasciato spazio a forme di ingresso irregolare.
Dal fronte dell’opposizione, il deputato del Partito Democratico Matteo Orfini ha accolto la richiesta di informativa, cogliendo l’occasione per attaccare le politiche migratorie dell’attuale governo, che a suo dire “non hanno prodotto alcun calo reale degli arrivi”. Orfini ha parlato di “fallimento evidente” e ha accusato l’esecutivo di aver rimandato all’estero, con un volo di Stato, uno dei principali sospettati coinvolti in traffici di esseri umani.
Intanto oggi cominciano gli interrogatori di garanzia per gli arrestati, mentre la magistratura prosegue le indagini per chiarire l’estensione della rete e il coinvolgimento di altri soggetti. Un’indagine che riporta al centro dell’agenda politica il tema dell’immigrazione e della gestione trasparente e legale dei flussi migratori.
