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Germania, sfiduciato il cancelliere Olaf Scholz: elezioni anticipate a febbraio
Il cancelliere tedesco Olaf Scholz non è riuscito a ottenere la fiducia del Bundestag, aprendo la strada a elezioni anticipate che potrebbero svolgersi a febbraio. Nel voto decisivo, Scholz ha raccolto 207 voti a favore, 394 contrari e 116 astensioni. Per confermare il suo mandato, avrebbe avuto bisogno di almeno 366 voti. Nel suo intervento prima del voto, Scholz ha ribadito il sostegno tedesco all’Ucraina, definendo la Germania “il maggiore sostenitore in Europa” del Paese invaso dalla Russia. “Se la Russia vince, la nostra sicurezza in Germania sarà a lungo termine in pericolo”, ha dichiarato. Tuttavia, ha escluso qualsiasi coinvolgimento diretto delle truppe tedesche nel conflitto: “Certamente, con me cancelliere, non saranno mandati soldati tedeschi in Ucraina”. Scholz ha inoltre confermato che la Germania non invierà armi a lungo raggio come i missili Taurus, capaci di colpire il territorio russo in profondità, sottolineando la necessità di mantenere un equilibrio nella gestione della guerra.
Guardando al futuro, Scholz ha annunciato che si batterà per un innalzamento del salario minimo a 15 euro l’ora nella prossima campagna elettorale. “Rispetto significa anche poter vivere del proprio lavoro”, ha affermato. Ricordando il suo impegno nella scorsa legislatura, quando aveva promesso di portare il salario minimo a 12 euro, Scholz ha dichiarato di aver mantenuto quella promessa, ma ha sottolineato che, data l’attuale situazione economica, è necessario un ulteriore aumento. “Un salario minimo di 14 euro sarebbe già un passo nella giusta direzione”, ha aggiunto, invitando a un dibattito sulle misure di giustizia sociale.
La mancata fiducia rappresenta un momento critico per la politica tedesca e pone fine all’attuale coalizione di governo guidata da Scholz. Nei prossimi mesi, la Germania si prepara a una campagna elettorale che potrebbe ridisegnare il quadro politico nazionale, con temi come il sostegno all’Ucraina, il costo della vita e le riforme economiche al centro del dibattito.
