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M5S, Grillo chiede la ripetizione del voto sulla Costituente
Beppe Grillo, garante del Movimento 5 Stelle, ha ufficialmente chiesto la ripetizione della votazione della Costituente M5S, conclusa ieri. La notizia è stata confermata da fonti interne al movimento. Al centro della richiesta di Grillo vi sarebbero soprattutto i quesiti che riguardano il suo ruolo di garante, messo in discussione nel processo di ridefinizione interna del Movimento. Danilo Toninelli, membro del collegio dei probiviri del M5S, aveva già anticipato in mattinata la mossa di Grillo ai microfoni di Radio Cusano Campus. “Grillo di certo chiederà la rivotazione, quindi tutto quello che si è votato si dovrà rivotare”, ha dichiarato l’ex ministro, aggiungendo che Grillo attiverà la norma che consente di impugnare il risultato entro cinque giorni dalla pubblicazione degli esiti.
Toninelli ha espresso il proprio sostegno a Grillo, definendolo “il proprietario del simbolo” del Movimento e ipotizzando che il garante possa agire legalmente qualora la richiesta di ripetizione del voto non venisse accolta. “Conte sarà costretto a fare il suo partito, anche nel nome”, ha aggiunto, evidenziando il rischio di una spaccatura insanabile all’interno del M5S. Toninelli ha puntato il dito contro le modalità organizzative della votazione, accusando chi ha gestito la Costituente di aver manipolato le regole a favore di una maggioranza ostile a Grillo. “Gli iscritti sono passati da 170mila a 90mila, un taglio che ha condizionato l’esito del voto”, ha affermato, sottolineando come tale riduzione abbia influito sul raggiungimento del quorum. Il voto, che avrebbe sancito la cancellazione del ruolo di garante, è stato descritto da Toninelli come un tentativo di “calpestare il cadavere del leone”. Tuttavia, l’ex ministro ha avvertito che Grillo “ha ancora molte altre zampate da dare”.
La richiesta di Grillo apre un nuovo capitolo di tensioni all’interno del Movimento, già segnato da profonde divisioni tra i sostenitori di Grillo e quelli del leader Giuseppe Conte. Il risultato del voto potrebbe essere impugnato, ma resta da vedere se gli iscritti risponderanno in massa a una nuova chiamata alle urne. Toninelli ha concluso il suo intervento con un monito: “Senza Beppe Grillo nessuno sarebbe in quella sala, compreso Conte. Nessuno avrebbe messo piede in Parlamento”. La battaglia interna, quindi, appare tutt’altro che conclusa.
