Europa - Mondo
Escalation del conflitto in Ucraina: attacchi russi e nessuna telefonata tra Trump e Putin
Continua a salire il numero delle vittime dei raid russi sull’Ucraina meridionale, con attacchi che la scorsa notte hanno causato morti e feriti a Mykolaiv e Zaporizhzhia. Le autorità locali, riprese dai media di Kiev, riportano almeno cinque morti e un ferito a Mykolaiv, mentre a Zaporizhzhia si contano una vittima e venti feriti. L’allerta antiaerea è stata attivata in gran parte del Paese, mentre le forze armate ucraine hanno segnalato il decollo di bombardieri russi diretti verso l’Ucraina.
In parallelo, il Cremlino smentisce che sia avvenuto un contatto, telefonico o meno, tra il presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump, e Vladimir Putin, come invece riportato dal Washington Post. Trump ha inoltre conversato con circa 70 leader mondiali dopo le elezioni, inclusi il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e altri funzionari di rilievo.Intanto, secondo fonti vicine alla transizione, il team di Trump mantiene una certa distanza dal personale governativo e dal Dipartimento di Stato, preferendo gestire questi contatti in autonomia.
L’atteggiamento di Mosca verso l’elezione di Trump è stato inizialmente cauto. Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino, aveva dichiarato che Putin non intendeva congratularsi subito con il presidente eletto di “un Paese ostile.” Tuttavia, giovedì scorso, Putin ha reso pubbliche le sue congratulazioni per la vittoria di Trump, lodandone la fermezza dimostrata durante un recente attentato in Pennsylvania e mostrando apertura a ulteriori contatti. Nel frattempo, il conflitto in Ucraina rimane intenso, con una nuova strategia di attacchi aerei e impiego di droni. Nelle ultime 24 ore, le forze russe hanno lanciato un numero record di 145 droni kamikaze Shahed, di produzione iraniana, causando feriti e danni in diverse regioni ucraine. Secondo le forze armate di Kiev, ne sono stati abbattuti 62, mentre altri risultano dispersi o rientrati in Russia e Bielorussia. Zelensky ha denunciato oltre 600 droni impiegati contro l’Ucraina solo nell’ultima settimana.
Le tensioni si intensificano anche nella regione russa di Kursk, dove Mosca starebbe ammassando un esercito di 50mila uomini, compresi contingenti nordcoreani, per una possibile controffensiva contro le truppe ucraine che hanno occupato parte della regione da agosto. Secondo fonti ucraine e statunitensi citate dal New York Times, l’offensiva potrebbe iniziare nei prossimi giorni. Di fronte a questo scenario complesso, Mosca invia segnali di apertura al dialogo: Dmitry Peskov ha descritto la disponibilità di Trump a trattare come un “segnale positivo” per il futuro delle relazioni tra Stati Uniti e Russia. Peskov ha inoltre sottolineato che l’approccio di Trump, orientato a evitare un “conflitto strategico” con Mosca, rappresenta un netto contrasto con l’attuale amministrazione americana.
