Cronaca
Venezia 82, il cinema si intreccia con i conflitti del mondo. A Toni Servillo la coppa Volpi
La cerimonia di chiusura della 82ª Mostra del Cinema di Venezia ha spezzato l’illusione che il Lido potesse restare lontano dalle tensioni internazionali, a partire dalla tragedia di Gaza. In una serata segnata da premi e riflessioni, il cinema si è confermato non solo spettacolo, ma anche strumento di testimonianza e resistenza.
Il Leone d’Oro è andato a Jim Jarmusch con Father mother sister brother, ritratto di famiglie in crisi, mentre il regista ha ricordato che “l’arte non deve per forza parlare di politica per essere politica, ma l’empatia è il primo passo per affrontare questo mondo”.
L’opera più discussa è stata The voice of Hind Rajab di Kaouther Ben Hania, Leone d’argento – Gran Premio della Giuria, che ha commosso la platea raccontando la storia della bambina morta a Gaza dopo ore di telefonate disperate con la Mezzaluna Rossa. La regista ha dedicato il premio “agli eroi che rischiano la vita per salvare altre vite a Gaza”.
Premi importanti anche per il cinema italiano: Toni Servillo ha vinto la Coppa Volpi come miglior attore per La Grazia di Paolo Sorrentino, usando il palco per esprimere solidarietà a chi ha deciso di portare aiuto in Palestina. Benedetta Porcaroli, miglior attrice nella sezione Orizzonti con Il rapimento di Arabella, ha sottolineato che “l’umanità è il motivo valido per alzarsi ogni mattina”. Giacomo Covi ha ricevuto il riconoscimento per la migliore interpretazione maschile di Orizzonti con Un anno di scuola di Laura Samani.
Sul palco si sono alternati momenti di intensità e parentesi surreali, come la pausa di 15 minuti per il passaggio della diretta da RaiPlay a Rai3, e l’esibizione di Nino D’Angelo con Odio e lacreme, brano contro la guerra. La leggerezza è arrivata da Emanuela Fanelli, che con ironia ha tenuto il ritmo della serata.
La Coppa Volpi femminile è andata a Xin Zhilei per The Sun Rises On Us All di Cai Shangjun: l’attrice cinese ha parlato per cinque minuti nonostante la musica di chiusura, raccontando l’emozione di aver realizzato a Venezia un sogno atteso da dieci anni.
Il presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco ha salutato la platea ricordando che “l’angelo della storia è stato seduto in sala” e ha dato appuntamento al 2 settembre 2026 per l’83ª edizione. La serata si è chiusa con un messaggio del cardinale Pierbattista Pizzaballa da Gerusalemme: un appello a fermare la guerra e a costruire un linguaggio capace di opporsi all’odio.
