Cronaca
Delitto di Garlasco, attesi gli esiti del Dna ignoto: possibile svolta sul caso Poggi
Potrebbero arrivare a breve gli esiti decisivi del nuovo esame sul tampone orofaringeo prelevato nel 2007 durante l’autopsia sul corpo di Chiara Poggi. Il prelievo, custodito per 18 anni, è oggi al centro dell’incidente probatorio disposto dal gip di Pavia nell’ambito della nuova indagine riaperta dalla Procura, che sta valutando una possibile pista alternativa: quella che coinvolge Andrea Sempio, indagato per omicidio con l’ipotesi di aver agito con uno o più complici. La nuova ipotesi investigativa, sostenuta anche dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano, punta a ridisegnare il quadro dell’omicidio per cui Alberto Stasi sta attualmente scontando una condanna definitiva a 16 anni di reclusione.
Venerdì scorso, la genetista Denise Albani, nominata perito dal gip Daniela Garlaschelli, ha svolto una sessione di consolidamento dei dati già emersi dalle prime analisi. Dei cinque prelievi esaminati, tre si sono rivelati inutilizzabili, ma due hanno restituito tracce di Dna maschile. Uno è stato attribuito a un assistente del medico legale che nel 2007 partecipò all’autopsia. L’altro, però, resta sconosciuto. Il profilo biologico non corrisponde né a Stasi né a Sempio, né ad alcuna delle persone finora coinvolte nel caso. Se non dovesse trattarsi di una contaminazione – ipotesi che divide il parere dei consulenti – si aprirebbe un nuovo fronte investigativo: chi è l’uomo titolare di quel cromosoma Y? E, soprattutto, come si spiegano le sue tracce sul corpo della vittima?
Al momento, l’incidente probatorio non ha prodotto elementi concreti in grado di ribaltare il verdetto sul delitto di Garlasco. Tuttavia, la scoperta del Dna ignoto potrebbe rivelarsi un nodo cruciale. Gli inquirenti sono ora in attesa di ulteriori riscontri scientifici per capire se si tratti davvero di una pista significativa o di una falsa traccia. La possibilità che emerga un nuovo protagonista, a distanza di quasi due decenni dall’omicidio di Chiara Poggi, impone cautela ma anche attenzione. Se la traccia biologica trovasse una corrispondenza certa, l’intero impianto accusatorio costruito contro Stasi potrebbe essere rimesso in discussione.
