Cronaca
Auto Diesel Euro 5, Lega in pressing: “Serve buon senso, no al blocco per milioni di lavoratori”
Il vicepremier e ministro dei trasporti, Matteo Salvini, e la Lega rafforzano la loro opposizione al divieto di circolazione per i veicoli diesel Euro 5, previsto a partire dal 1° ottobre in diverse regioni del Nord Italia. Se la misura entrerà in vigore senza modifiche, oltre un milione di veicoli rischierà di restare fuori strada in Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. “La Lega, a ogni livello istituzionale, è in campo per fermare un provvedimento che colpirebbe duramente famiglie e lavoratori”, fa sapere il partito, sottolineando l’impegno diretto di Salvini, anche in veste di ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Già lo scorso anno il governo era intervenuto per bloccare una misura simile in Piemonte, rinviando le restrizioni con un decreto che obbligava le regioni del bacino padano ad aggiornare i loro piani ambientali entro tempi precisi.
Da allora, le amministrazioni locali si sono mosse. In Piemonte il nuovo Piano per la qualità dell’aria è stato approvato a dicembre e prevede lo stop alle auto Euro 5 nei centri con più di 30.000 abitanti da ottobre 2025. In Lombardia le limitazioni partiranno gradualmente: dalle automobili il prossimo autunno, per poi estendersi ai mezzi commerciali nel 2026 e ad altri veicoli nel 2027. Le città interessate includono Varese, Lecco, Vigevano, Abbiategrasso e San Giuliano Milanese. Secondo i dati forniti da Anfia, in Italia ci sono oltre 3,7 milioni di auto diesel Euro 5, su un totale di circa 41 milioni di veicoli. Si tratta di modelli immatricolati a partire dal 2011, ancora largamente utilizzati soprattutto per esigenze lavorative.
Salvini ha ribadito la sua posizione nei giorni scorsi, definendo il blocco “una misura insensata che penalizza chi lavora, sono fesserie, sono follie che avvantaggiano altri mercati” e aggiungendo che “la transizione ecologica non può essere un pretesto per colpire il ceto medio e favorire il mercato estero”. Anche la Regione Lombardia ha espresso contrarietà, chiedendo un confronto con Roma e Bruxelles per rivedere la strategia e distribuire in modo più equo le responsabilità. “Non possiamo essere gli unici a imporre un divieto che riguarda centinaia di migliaia di mezzi”, ha dichiarato l’assessore regionale all’Ambiente. Il dibattito resta aperto e le prossime settimane saranno cruciali per capire se il governo interverrà di nuovo o se le regioni porteranno avanti i piani già stabiliti. Sul tavolo il difficile equilibrio tra la necessità di migliorare la qualità dell’aria e il rischio di colpire fasce di popolazione che dipendono dall’auto per motivi di lavoro e vita quotidiana.
