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California, proteste e tensioni: Trump manda truppe e ordina arresti, scontri violenti a Los Angeles e San Francisco
La California è scossa da violente proteste dopo l’annuncio del presidente Donald Trump di voler inviare 2.000 soldati della Guardia Nazionale per sedare le manifestazioni contro la sua linea dura sull’immigrazione. I disordini, iniziati venerdì nel cuore di Los Angeles, si sono rapidamente estesi ad altre città, con momenti di forte tensione e scontri tra manifestanti e forze dell’ordine. In un messaggio pubblicato sulla piattaforma Truth, Trump ha definito la situazione nella metropoli californiana “fuori controllo” e ha chiesto che vengano arrestati tutti coloro che si coprono il volto con mascherine durante le proteste. Secondo il presidente, le coperture vengono usate per nascondere l’identità di chi compie atti violenti.
Le autorità locali hanno confermato che la polizia è stata presa di mira durante le proteste. Tre agenti hanno riportato ferite non gravi, mentre il comandante Raul Jovel ha dichiarato che sono in corso arresti multipli, con decine di persone fermate nella sola Los Angeles. Anche San Francisco è stata teatro di scontri, con oltre 60 arresti effettuati. Tra i casi segnalati, il lancio di una bottiglia incendiaria verso un agente e l’uso di una motocicletta contro le linee della polizia. Una parte significativa degli arresti è avvenuta sull’autostrada 101, bloccata dai manifestanti e poi sgomberata dalla polizia stradale.
Il governo federale ha mobilitato anche i marines: 500 soldati sono pronti a entrare in azione a Los Angeles, mentre alcune unità speciali sono state messe in stato di allerta per un eventuale intervento diretto. Nel centro di Los Angeles, i militari hanno già iniziato a usare proiettili di gomma per disperdere i manifestanti. Alcuni colpi avrebbero raggiunto le gambe e il volto di chi si trovava in piazza, alimentando ulteriori tensioni.
Nel frattempo, è entrato in vigore un decreto firmato da Trump che vieta l’ingresso negli Stati Uniti ai cittadini di dodici Paesi, tra cui Iran, Somalia, Libia e Yemen. Il provvedimento è stato giustificato con la necessità di tutelare la sicurezza nazionale, ma ha già scatenato reazioni di protesta in molte città. Durissimo il commento del governatore della California, Gavin Newsom, che ha accusato Trump di adottare metodi da regime autoritario. “Militarizzare le strade, reprimere il dissenso e incitare al caos non sono azioni degne di un presidente”, ha dichiarato in un messaggio affidato ai social.
