Cronaca
Auto, Blocco diesel Euro 5: la Lega propone il rinvio al 2026 con flessibilità regionale
La Lega ha presentato un emendamento al Decreto Infrastrutture per posticipare di un anno il blocco alla circolazione dei veicoli diesel Euro 5, inizialmente previsto per ottobre 2025 in quattro regioni del Nord Italia: Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna. La proposta intende spostare la scadenza al 31 ottobre 2026, lasciando alle Regioni la possibilità di decidere autonomamente se anticipare o rinviare ulteriormente il divieto. Secondo il partito di Matteo Salvini, l’obiettivo è duplice: evitare che migliaia di famiglie e lavoratori si trovino improvvisamente senza un mezzo di trasporto, e al tempo stesso garantire maggiore autonomia decisionale agli enti locali. In Italia circolano attualmente circa 3,7 milioni di auto diesel Euro 5, con una forte concentrazione nella Pianura Padana.
Il testo dell’emendamento prevede che un eventuale rinvio del blocco sia accompagnato da misure ambientali compensative. Tra queste, si propongono interventi per migliorare l’efficienza energetica degli edifici, la promozione della mobilità sostenibile e l’ampliamento del verde urbano. L’idea è quella di garantire comunque il rispetto degli obiettivi di qualità dell’aria previsti a livello europeo, anche in assenza di un blocco immediato.
La proposta ha ricevuto un’accoglienza favorevole da parte delle Regioni interessate. Alcune, come il Piemonte e la Lombardia, avevano già iniziato a valutare piani alternativi al blocco rigido dei diesel Euro 5, puntando su incentivi per il rinnovo del parco auto, rafforzamento del trasporto pubblico e azioni anti-smog in ambito agricolo e industriale.
Il blocco previsto rientra nelle misure adottate in risposta a una condanna dell’Italia da parte della Corte di Giustizia europea per il superamento dei limiti di inquinamento dell’aria. L’applicazione del provvedimento coinvolgerebbe, nei comuni con oltre 30 mila abitanti, una vasta fetta di automobilisti. L’emendamento è attualmente in discussione in Parlamento. Il Governo dovrà decidere entro l’estate se accogliere la proposta e integrarla nella versione definitiva del decreto. In parallelo si discute anche della necessità per i comuni di registrare formalmente gli autovelox, pena l’inoperatività dei dispositivi, segno che il provvedimento si muove su più fronti.
Se accolto, il rinvio rappresenterebbe una vittoria per il centrodestra, che spinge per una transizione ecologica meno rigida e più compatibile con le esigenze economiche e sociali del Paese. Il compromesso, tuttavia, dovrà tenere conto anche delle pressioni europee e degli impegni ambientali già assunti.
