Cronaca
Salvini rilancia lo scontro sul Mes: “Lega contraria, via la nostra quota per riprenderci 15 miliardi”
Il Meccanismo europeo di stabilità torna al centro del dibattito politico italiano, e la Lega ribadisce il suo no senza sfumature. Matteo Salvini, vicepremier e leader del Carroccio, ha escluso categoricamente ogni ipotesi di ratifica della riforma del Mes, definendolo un “cappio al collo” per l’Italia e una trappola che non porterebbe alcun beneficio concreto al Paese. Secondo Salvini, le banche italiane non hanno bisogno di essere “salvate” perché sono solide, e aderire a uno strumento trasformato in un fondo salva-banche non farebbe altro che sottrarre risorse utili alla spesa pubblica nazionale. La proposta della Lega è netta: “Liquidare la quota italiana nel Mes e riappropriarsi dei 15 miliardi versati, destinandoli a tagli fiscali, investimenti e pensioni”.
Una posizione che rompe con le pressioni provenienti da Bruxelles e da una parte dell’establishment economico nazionale, ma che Salvini rivendica come coerente con la linea tenuta dal suo partito fin dai tempi del governo Monti. “Se altri vogliono restare nel Mes, lo facciano pure. Noi vogliamo uscirne e riprenderci i nostri soldi”, ha affermato senza mezzi termini. Il tema resta divisivo e strategico. La Lega non solo si oppone alla ratifica, ma rilancia una provocazione concreta: incassare la propria parte e usare quei fondi per le priorità italiane, in aperto contrasto con l’impostazione europea.
