Cronaca
Ustica, nuova inchiesta dell’Espresso: “Il DC-9 fu colpito da un caccia statunitense in azione segreta”
Il disastro del DC-9 Itavia nei cieli di Ustica non sarebbe stato provocato da un attentato né da un’esplosione, ma da una collisione in volo con un aereo militare americano. È questa la conclusione a cui giunge *L’Espresso* in una nuova inchiesta, anticipata da un editoriale del direttore Emilio Carelli, che sarà pubblicata nel numero in uscita domani. Secondo Carelli, non esistono prove materiali che confermino l’ipotesi di un ordigno a bordo o di un missile. “L’analisi dei resti dell’aereo, delle perizie tecniche e delle testimonianze disponibili ci conduce a una sola spiegazione: il DC-9 fu urtato da un caccia USA che stava inseguendo un Mig libico”, scrive il direttore.
L’approfondimento curato da Paolo Biondani sostiene che quella notte si sarebbe verificato un vero e proprio scontro militare in un contesto di pace. Molti degli elementi che avrebbero potuto chiarire la vicenda, afferma l’inchiesta, sono stati rimossi o occultati: registrazioni radar, documenti ufficiali e rapporti operativi risultano mancanti o spariti. Uno dei dati più rilevanti messi in luce riguarda la parte anteriore dell’ala destra dell’aereo, che presentava una deformazione riconducibile a un impatto diretto. Accanto al relitto fu inoltre trovato un serbatoio supplementare per carburante, compatibile con quelli in uso sui jet americani imbarcati sulla portaerei Saratoga, presente in zona la sera dell’incidente.
L’inchiesta intende anche restituire dignità alla compagnia Itavia, che per anni è stata ingiustamente accusata di responsabilità tecniche legate a presunti problemi strutturali del velivolo. “Il nostro lavoro vuole essere un atto di giustizia nei confronti delle vittime, dei loro familiari e di chi ha sempre cercato la verità in mezzo a decenni di reticenze e silenzi istituzionali”, conclude Carelli.
