Cronaca
Omicidio Chiara Poggi, Stasi chiede la semilibertà ma la Procura generale si oppone
La Procura generale di Milano ha espresso un parere contrario alla concessione della semilibertà per Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi. A sollevare la questione è stata la sostituta procuratrice generale Valeria Marino, che ha richiesto ai giudici del Tribunale di Sorveglianza il rigetto dell’istanza, oppure, in subordine, un rinvio del procedimento per approfondire alcuni elementi recenti, tra cui un’intervista televisiva non autorizzata. Secondo quanto emerso da fonti giudiziarie, al centro delle osservazioni della Procura generale vi è l’intervista rilasciata da Stasi alla trasmissione *Le Iene* e andata in onda il 30 marzo scorso. Il colloquio è avvenuto durante una giornata di permesso, ma senza che fosse stata richiesta la necessaria autorizzazione alla direzione del carcere. Una prassi che Stasi aveva invece rispettato in passato, sempre per la stessa trasmissione.
Il legale di Stasi, l’avvocato Glauco Gasperini, ha chiarito che il suo assistito ha deciso di non presenziare all’udienza per rispetto della riservatezza della camera di consiglio. “Come da prassi il Tribunale si è riservato la decisione”, ha dichiarato ai cronisti, aggiungendo che la Procura avrebbe espresso un parere “parzialmente positivo”. Diversa però la ricostruzione fornita dagli ambienti giudiziari, che confermano un parere ufficialmente negativo, sebbene mitigato dalla richiesta subordinata di rinvio. Sul fronte delle valutazioni, la Procura generale ha comunque precisato che i contenuti dell’intervista non risultano compromettenti: Stasi ha risposto in modo misurato, ribadendo la propria innocenza senza riferimenti impropri alle indagini su altri soggetti, come Andrea Sempio. Tuttavia, la mancata richiesta di autorizzazione viene considerata una violazione formale del regime carcerario.
Stasi, che sta scontando la condanna definitiva per l’omicidio della fidanzata avvenuto nel 2007 a Garlasco, gode di permessi premio e ha ottenuto valutazioni favorevoli da parte della direzione del carcere sul proprio percorso rieducativo. Il parere della Procura rappresenta quindi un ostacolo formale, ma non insormontabile. La decisione finale spetterà ora ai giudici della Sorveglianza, che si sono riservati il verdetto e si pronunceranno nei prossimi giorni. La prospettiva per Stasi resta comunque quella di un graduale reinserimento: prima la semilibertà e, in una seconda fase, l’affidamento in prova, che potrebbe portare alla sua uscita definitiva dal carcere.
