Cronaca
Lavrov e Rubio, colloquio telefonico sui negoziati per l’Ucraina
Il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov e il segretario di Stato americano Marco Rubio hanno avuto un colloquio telefonico nel quale hanno evidenziato “l’importanza di consolidare i presupposti che stanno emergendo per avviare negoziati” sul conflitto in Ucraina. Lo ha reso noto il ministero degli Esteri di Mosca in un comunicato ufficiale, precisando che l’obiettivo resta quello di “concordare un percorso affidabile verso una pace sostenibile a lungo termine”. La telefonata si inserisce in un contesto di tensione tra Washington e Mosca. Il presidente statunitense Donald Trump, intervenendo con alcuni media americani, si era detto “molto deluso” dalla Russia, criticando Vladimir Putin per la prosecuzione delle ostilità. “Putin dovrebbe smettere di sparare e raggiungere un accordo”, ha dichiarato Trump.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha incontrato Trump brevemente a Roma, si è mostrato più disponibile al dialogo. “Zelensky vuole un accordo e sta facendo un buon lavoro”, ha affermato il presidente americano. Trump ha aggiunto che il leader ucraino continua a chiedere ulteriori forniture di armi, pur riconoscendo che la richiesta va avanti da tempo. Tra i temi toccati durante il colloquio tra Trump e Zelensky anche il futuro della Crimea. Alla domanda se Kiev potesse rinunciare alla penisola, Trump ha risposto: “Penso di sì”, ricordando che “la Crimea è stata ceduta anni fa senza sparare un colpo” e invitando a “chiedere a Obama”.
Il presidente americano ha anche commentato positivamente l’incontro avuto a San Pietro con Zelensky, definendo la basilica romana “l’ufficio più bello che abbia mai visto” e descrivendo la scena come “molto bella”. Sul fronte russo, il ministro Lavrov ha ribadito in un’intervista al quotidiano brasiliano O Globo che Mosca rimane aperta ai negoziati, ma ha accusato Kiev di non aver mostrato finora disponibilità concreta. Lavrov ha inoltre ribadito che una condizione imprescindibile per la pace è il riconoscimento internazionale della sovranità russa sulla Crimea, Sebastopoli, e sulle regioni ucraine di Donetsk, Lugansk, Kherson e Zaporizhzhia, attualmente sotto il controllo militare di Mosca. Il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha infine precisato che al momento non sono in programma nuovi colloqui diretti tra Putin e Trump, pur lasciando intendere che “se necessario, un accordo potrebbe essere raggiunto molto rapidamente”.
