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Marine Le Pen e otto eurodeputati condannati per appropriazione indebita
Marine Le Pen e otto eurodeputati del Rassemblement National sono stati riconosciuti colpevoli di appropriazione indebita di fondi pubblici nell’ambito del processo sugli assistenti parlamentari del partito a Strasburgo. Il tribunale di Parigi ha stabilito che il caso ha comportato una frode di 2,9 milioni di euro, con il Parlamento europeo che avrebbe pagato persone che in realtà lavoravano per il partito a livello nazionale e non per l’istituzione europea. L’accusa ha chiesto per Le Pen una condanna a cinque anni, di cui tre con la condizionale, oltre all’ineleggibilità immediata, senza attendere i successivi gradi di giudizio. Una richiesta che, se confermata, potrebbe segnare un punto di svolta nella sua carriera politica.
Poco dopo l’apertura dell’udienza, alle 10:20, il tribunale ha dichiarato colpevoli anche dodici ex assistenti parlamentari per ricettazione. Marine Le Pen, presente in aula, è apparsa tranquilla, seduta in prima fila accanto al suo ex compagno e vicepresidente del partito, Louis Aliot. La lettura delle sentenze, in una sala gremita di pubblico e giornalisti, è prevista durare almeno due ore. La presidente della corte ha precisato che il tribunale fornirà spiegazioni dettagliate sulle decisioni prese, senza alcuna volontà di mantenere suspense.
Il processo, iniziato in autunno e durato due mesi, potrebbe avere conseguenze decisive per il futuro politico di Marine Le Pen, figlia di Jean-Marie Le Pen, storico fondatore del Front National, scomparso lo scorso gennaio a 96 anni. Nonostante la gravità della situazione, la leader del Rassemblement National ha mostrato un atteggiamento di apparente tranquillità. “Non ci penso affatto, la paura non fa superare il pericolo”, ha dichiarato nei giorni scorsi al quotidiano *Le Figaro*.
