Cronaca
Mimmo Lucano resta sindaco di Riace: il consiglio comunale respinge la decadenza dopo la condanna
Mimmo Lucano continuerà a guidare il Comune di Riace. Il consiglio comunale ha infatti respinto, nella seduta di ieri, la proposta di decadenza dalla carica di sindaco, avanzata dopo la condanna definitiva a 18 mesi per falso ideologico legata al procedimento giudiziario noto come “Xenia”. Il verdetto politico è arrivato con una netta maggioranza di voti favorevoli alla permanenza di Lucano, un solo consigliere astenuto e l’assenza dei tre membri dell’opposizione. Il procedimento era stato avviato a seguito di una comunicazione della prefettura di Reggio Calabria, che, lo scorso 14 marzo, aveva trasmesso agli uffici comunali un atto formale in cui si richiamava l’applicazione della legge Severino. Secondo l’interpretazione del Ministero dell’Interno, infatti, la condanna – sebbene con pena sospesa – ricadrebbe nelle ipotesi di ineleggibilità previste dalla normativa, rendendo quindi Lucano incompatibile con la carica di primo cittadino.
Mimmo Lucano, assente al momento della discussione, ha preferito non intervenire direttamente nella seduta consiliare, lasciando ai consiglieri di maggioranza la responsabilità della decisione. La sua figura, tornata al centro della scena politica dopo la vittoria alle elezioni comunali del 2023, continua a suscitare dibattito tanto a livello locale quanto nazionale. Il progetto di accoglienza da lui avviato negli anni passati aveva attirato l’attenzione internazionale, ma era poi finito sotto la lente della magistratura, sfociando in un lungo iter giudiziario. La sentenza definitiva della Corte di Cassazione, arrivata a inizio 2024, aveva ridimensionato fortemente le accuse iniziali, confermando soltanto una condanna per falso in atto pubblico. La pena, pari a un anno e mezzo di reclusione, è stata sospesa. Tuttavia, secondo l’interpretazione restrittiva della legge Severino, ciò basterebbe per far scattare l’ineleggibilità.
Ora la palla torna alla Prefettura, che potrà decidere se presentare ricorso al tribunale civile per far valere l’incompatibilità davanti a un giudice. Si apre quindi una nuova fase, dai contorni prevalentemente giuridici, che potrebbe prolungare l’incertezza politica sul futuro della giunta Lucano. Nel frattempo, la decisione del consiglio comunale rafforza il mandato del sindaco e della sua maggioranza, che hanno scelto di confermare la fiducia nel progetto politico di Lucano, nonostante le vicende giudiziarie. Per i suoi sostenitori, il voto rappresenta una presa di posizione netta a difesa del percorso amministrativo intrapreso; per i detrattori, si tratta invece di una forzatura delle regole di trasparenza e legalità istituzionale.
