Cronaca
Amministrative e referendum, il governo verso l’election day
Il governo si prepara a decidere la data delle elezioni amministrative e dei referendum sul lavoro e la cittadinanza. L’orientamento sarebbe quello di accorpare i due appuntamenti in un’unica tornata elettorale. Secondo quanto dichiarato dal segretario di +Europa, Riccardo Magi, e dal segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, al termine dell’incontro tra i comitati referendari e l’esecutivo a Palazzo Chigi, l’ipotesi attualmente in esame prevede due possibili date: domenica 25 e lunedì 26 maggio oppure l’8 e il 9 giugno. La decisione verrà ufficializzata con un decreto elezioni che dovrebbe essere approvato entro la settimana.
In attesa della conferma ufficiale, i promotori dei referendum hanno manifestato in piazza Montecitorio per chiedere maggiore attenzione sui temi in discussione. Durante il presidio, organizzato dai Comitati referendari su lavoro e cittadinanza, è stata allestita simbolicamente una cabina elettorale con cinque urne, tante quanti i quesiti referendari. Tra i partecipanti anche Landini e Magi, che hanno firmato le schede elettorali a sostegno dell’iniziativa.
Lo slogan della mobilitazione, “Lasciateci votare i referendum”, sintetizza le richieste avanzate dai promotori: oltre all’accorpamento delle elezioni per favorire l’affluenza, si chiede di garantire il voto ai fuori sede e di assicurare un’adeguata informazione pubblica sui quesiti. Un gruppo di studenti e giovani attivisti ha organizzato un flash mob intitolato “Abbiamo fretta di votare”, esponendo cartelli con scritte come “Reintrodurre l’articolo 18? Subito”, “Riforma della cittadinanza? Basta attese”, “Ma quando si vota?”.
“L’obiettivo è portare alle urne più di 25 milioni di cittadini per raggiungere il quorum”, ha spiegato Landini, sottolineando l’importanza di un’elevata partecipazione popolare. Magi ha ribadito la necessità di un election day, del diritto di voto per i fuori sede e di spazi adeguati per l’informazione pubblica sui referendum. Ora la decisione passa al governo, che nei prossimi giorni scioglierà le ultime riserve sulla data del voto.
