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Netanyahu e Rubio a Gerusalemme: “Israele e Stati Uniti uniti contro l’Iran e Hamas”
A Gerusalemme, nel corso di una dichiarazione congiunta con il segretario di Stato americano Marco Rubio, il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha ribadito la stretta collaborazione tra Israele e Stati Uniti sulla sicurezza nella regione. “Il presidente Trump e io lavoriamo in piena collaborazione e coordinamento. Abbiamo una strategia comune e non sempre è possibile condividerla con il pubblico, incluso quando si apriranno le porte dell’inferno. E si apriranno se tutti i nostri ostaggi non torneranno, fino all’ultimo di loro”, ha dichiarato Netanyahu.
Rubio, arrivato in Israele nella notte, ha sottolineato la posizione di Washington sulla questione di Gaza, affermando che “Hamas non può continuare a essere la forza dominante lì”. Il segretario di Stato ha inoltre discusso con Netanyahu la situazione in Siria e in Libano, evidenziando l’importanza della caduta del regime di Bashar al-Assad e della necessità di disarmare Hezbollah.
“Israele e America sono spalla a spalla nel contrastare la minaccia dell’Iran”, ha proseguito Netanyahu, definendo il Paese mediorientale come “una fonte di insicurezza nella regione”. Secondo il primo ministro, “tutto ciò che minaccia la sicurezza di milioni di persone è l’Iran”, e con il sostegno di Trump, Israele intende portare avanti la sua strategia di contenimento della Repubblica Islamica. “Siamo d’accordo che agli ayatollah non deve essere permesso di avere armi nucleari e che l’aggressione dell’Iran nella regione deve essere fermata”, ha aggiunto.
Nel suo intervento, Netanyahu ha poi elogiato Trump, definendolo “il più grande amico che Israele abbia mai avuto alla Casa Bianca”. Il premier ha ribadito l’impegno del suo governo nella liberazione di tutti gli ostaggi, nella distruzione delle capacità militari e di governo di Hamas e nella garanzia che Gaza non rappresenti più una minaccia per Israele. Le dichiarazioni di Netanyahu e Rubio confermano la linea dura di Israele e Stati Uniti nei confronti delle tensioni in Medio Oriente, con particolare attenzione alla sicurezza di Israele e al contenimento dell’influenza iraniana nella regione.
