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CDU-CSU trionfano alle elezioni: Merz, il nuovo cancelliere in una Germania frammentata
Le elezioni federali in Germania hanno visto la vittoria della CDU-CSU, che ha raccolto circa il 28,6% dei voti, mentre l’AfD ha raggiunto il 20,4%, confermandosi come la seconda forza politica. La storica sconfitta della SPD, con un risultato del 16,4%, e il calo dei Verdi, che si attestano attorno all’11%, hanno contribuito a un Bundestag estremamente frammentato. I restanti 8,8% sono andati alla Linke. La distribuzione dei seggi potrebbe subire variazioni in caso di eventuali promozioni di partiti come l’FDP o la BSW di Sahra Wagenknecht, attualmente prossimi o al di sotto della soglia del 5%.
L’obiettivo principale del nuovo esecutivo, che vedrà Friedrich Merz, leader della CDU, succedere a Olaf Scholz, è quello di formare un governo stabile nel più breve tempo possibile. Merz ha sottolineato l’urgenza di agire, ricordando come il mondo non possa aspettare, e ha delineato una politica estera in cui la priorità sarà raggiungere una maggiore indipendenza dagli Stati Uniti in tema di difesa. In particolare, ha commentato la posizione americana sul futuro dell’Ucraina e la questione del dispiegamento di soldati tedeschi in missioni di peacekeeping, confermando che per lui questo argomento non rappresenta una priorità da cancelliere. Il cancelliere uscente, Olaf Scholz, ha invece ammesso la responsabilità per il clamoroso crollo della SPD, dichiarando di non voler assumere il ruolo di capo negoziatore per il partito, lasciando così aperta la questione dei negoziati con l’Unione.
Sia CDU che SPD hanno ribadito la loro ferma opposizione a qualsiasi alleanza con l’AfD, che intende utilizzare il suo consistente 20% di consensi per rimanere in opposizione. In risposta, Alice Weidel, co-leader dell’AfD, ha celebrato quella che definisce una “vittoria storica”, dichiarando la disponibilità del suo partito ad assumersi la responsabilità del Paese e a partecipare al governo per attuare la volontà della Germania. Tuttavia, la posizione dei partiti governativi resta chiara: l’AfD continuerà a rimanere all’opposizione, mentre le prospettive di coalizione potrebbero coinvolgere anche i Verdi o, in alternativa, i liberali, qualora l’FDP superasse la soglia di sbarramento. Con un’affluenza record dell’84%, la più alta dal 1990, i risultati delle elezioni hanno evidenziato una partecipazione elettorale senza precedenti, che potrebbe rendere i negoziati per formare un esecutivo stabile ancora più complessi e articolati. Il futuro della politica tedesca appare dunque segnato da nuove alleanze e da un Parlamento in cui la frammentazione costringerà i partiti a cercare accordi per governare.
