Politica
Caso Santanchè: alla Camera scontro sulla mozione di sfiducia alla ministra
In Aula alla Camera si è svolto il dibattito sulla mozione di sfiducia nei confronti della ministra del Turismo, Daniela Santanchè. Nel suo intervento, la ministra ha difeso la propria posizione, sottolineando che i fatti contestati risalgono a un periodo antecedente al suo incarico e lamentando quella che ha definito una “gogna mediatica” nei suoi confronti. “Mi trovo oggi a rispondere per la seconda volta a una mozione di sfiducia su vicende ancora tutte da verificare e precedenti al mio giuramento da ministro”, ha dichiarato Santanchè. L’intervento è stato accompagnato da proteste da parte delle opposizioni e applausi dai banchi della maggioranza, con la presenza in Aula di diversi ministri del governo Meloni. Il presidente di turno, Giorgio Mulè, è dovuto più volte intervenire per ristabilire l’ordine.
Santanchè ha ribadito di non sentirsi isolata e di essere “l’emblema di ciò che alcuni avversari politici detestano”, accusando l’opposizione di voler colpire la ricchezza piuttosto che combattere la povertà. Durante il dibattito, ha inoltre lasciato intendere che potrebbe valutare le proprie dimissioni in un momento successivo: “Farò una riflessione e prenderò una decisione senza pressioni, nel rispetto del premier, del governo e del mio partito”. Dal fronte dell’opposizione, il leader del M5s Giuseppe Conte ha accusato Santanchè di danneggiare l’immagine del Paese e ha criticato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni per non aver preso provvedimenti: “Meloni avrebbe dovuto farla dimettere, ma si nasconde”. Anche la segretaria del Pd, Elly Schlein, ha attaccato la premier, accusandola di incoerenza e di aver abbandonato la ministra.
Nel frattempo, in Aula si è chiusa anche la discussione sulla mozione di sfiducia presentata contro il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, per il caso Almasri. L’opposizione lo ha accusato di aver umiliato il Paese e di non aver rispettato la legge. “Ha piegato la sua funzione a interessi di parte”, ha dichiarato Luana Zanella di Alleanza Verdi e Sinistra, chiedendone le dimissioni. Anche Federico Gianassi del Pd ha parlato di un “discredito gettato sull’Italia”, mentre Federico Cafiero De Raho del M5s ha accusato Nordio di aver “orgogliosamente rivendicato il mancato rispetto della legge”. Il voto sulle mozioni di sfiducia sarà il prossimo banco di prova per la tenuta del governo Meloni, con la maggioranza che al momento si mostra compatta nel respingerle.
