Cronaca
La Camera nega l’autorizzazione a procedere per i ministri Nordio, Mantovano e Piantedosi sul caso Almasri
L’Aula della Camera ha respinto le richieste di autorizzazione a procedere nei confronti dei ministri Carlo Nordio (Giustizia), Matteo Piantedosi (Interno) e del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, in relazione al cosiddetto “caso Almasri”.
I voti favorevoli alla proposta della Giunta per le autorizzazioni – che chiedeva di negare il via libera all’azione giudiziaria – sono stati 251 per Nordio, 256 per Piantedosi e 252 per Mantovano, contro rispettivamente 117, 106 e 112 voti contrari.
La decisione arriva dopo settimane di tensione politica e giuridica attorno alla vicenda di Osama Njeem Almasri, generale libico e capo della polizia giudiziaria a Tripoli, accusato dalla Corte penale internazionale di crimini di guerra e contro l’umanità, tra cui torture e omicidi nei centri di detenzione libici.
Almasri era stato arrestato a Torino nel gennaio 2025 su mandato della Corte dell’Aia, ma pochi giorni dopo la Corte d’Appello di Roma ne aveva disposto la scarcerazione per vizi procedurali. Subito dopo, il governo italiano ne aveva disposto l’espulsione per motivi di sicurezza nazionale, rimpatriandolo in Libia con un volo militare.
Proprio questa decisione aveva portato la Procura di Roma ad aprire un fascicolo nei confronti dei tre membri del governo, ipotizzando violazioni legate alla mancata collaborazione con la giustizia internazionale. La Giunta per le autorizzazioni della Camera, tuttavia, aveva già espresso parere negativo alla richiesta di procedere, ritenendo che i ministri avessero agito nell’esercizio delle loro funzioni istituzionali.
Con il voto di oggi, Montecitorio ha di fatto confermato quella posizione, chiudendo la partita parlamentare ma lasciando aperto il dibattito politico e diplomatico tra Italia e Corte penale internazionale.
