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Guerra in Ucraina, altri 13 missili Atacms su regione di Kursk: Mosca medita una risposta
Le relazioni tra Mosca, Washington e Londra si fanno sempre più tese, alimentate da nuovi episodi che intrecciano conflitti militari e scontri diplomatici. La Russia ha denunciato due attacchi missilistici nella regione di Kursk, attribuendoli a sistemi Atacms di fabbricazione americana forniti all’Ucraina, e ha annunciato “azioni di risposta”. Parallelamente, Mosca ha espulso un diplomatico britannico accusato di spionaggio e imposto sanzioni contro dieci membri del governo di Londra.
Secondo il ministero della Difesa russo, gli attacchi con missili Atacms sono avvenuti il 23 e il 25 novembre. Il primo raid ha colpito una postazione S-400 nella zona di Lotarevka, vicino a Kursk, causando perdite umane non precisate. Nel secondo attacco, otto missili sono stati lanciati contro l’aeroporto di Kursk-Vostochny: sette sarebbero stati intercettati, ma uno ha raggiunto il bersaglio, ferendo due militari. Le autorità russe hanno diffuso immagini dei resti dei missili, accusando gli Stati Uniti di alimentare un conflitto che “assume un carattere globale”.
Questi episodi seguono il devastante attacco del 20 novembre con missili Storm Shadow di fabbricazione britannica, che aveva colpito un posto di comando nella regione di Kursk, provocando morti e feriti. In risposta, Mosca aveva lanciato un missile balistico ipersonico Oreshnik contro una fabbrica di Dnipro, in Ucraina, accusata di produrre componenti missilistiche.
