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Germania, Scholz licenzia il ministro delle Finanze Lindner: cade la coalizione di governo
La crisi politica in Germania ha raggiunto un punto di rottura: Olaf Scholz, cancelliere tedesco, ha licenziato il ministro delle Finanze Christian Lindner, leader del partito liberale FDP, in risposta alla sua richiesta di elezioni anticipate. La decisione di Scholz è stata motivata dalla necessità di “evitare danni al nostro Paese”, ha dichiarato il cancelliere, aggiungendo che “troppe volte ha tradito la mia fiducia”. Scholz ha inoltre annunciato che chiederà un voto di fiducia in Parlamento a metà gennaio. Immediata la reazione di Lindner, che ha accusato Scholz di non avere la forza per guidare la Germania verso una “nuova partenza”, denunciando una “rottura calcolata” che lascerebbe il Paese nell’incertezza. Il licenziamento del ministro arriva a meno di due ore dall’inizio di un vertice di coalizione, organizzato per risolvere la crisi di governo avviata dalle tensioni con i liberali. A scatenare la rottura, secondo il tabloid Bild, sarebbe stata la proposta di Lindner di andare a elezioni anticipate all’inizio del 2025.
I vertici tra SPD, Verdi e liberali negli ultimi giorni non sono riusciti a ricomporre le divergenze. La crisi politica, alimentata dai contrasti su bilancio e politiche economiche, era in maturazione da mesi. I liberali, indeboliti dalle recenti sconfitte elettorali nei Länder dell’Est e dai sondaggi che li vedono al 4%, hanno chiesto un cambio di rotta drastico, culminato con la proposta di Lindner di elezioni anticipate. Durante il vertice di coalizione, Lindner ha anche ricevuto il sostegno del gruppo parlamentare FDP, rendendo inevitabile la rottura con i partner di governo. Dopo il licenziamento di Lindner, il presidente del gruppo parlamentare FDP, Christian Dürr, ha annunciato che tutti i ministri liberali lasceranno il governo, privando così Scholz della maggioranza in Parlamento. Il cancelliere potrebbe ora optare per un governo di minoranza insieme ai Verdi, mentre le dimissioni dei ministri FDP segnano ufficialmente la fine della coalizione.
Al centro dello scontro c’è la gestione del bilancio pubblico, che ha diviso profondamente i tre partiti di governo. Scholz ha proposto soluzioni che puntano a coinvolgere il settore industriale senza il supporto liberale, mentre il ministro dell’Economia Robert Habeck ha avanzato l’idea di un fondo di investimenti. Lindner, da parte sua, spingeva per riduzioni della spesa pubblica su clima, welfare e sostegno all’Est, oltre a tagli fiscali per le imprese. SPD e Verdi hanno respinto con forza le proposte liberali, giudicandole incompatibili con il programma di governo. Lo scontro tra Scholz e Lindner si è inasprito anche alla luce della vittoria di Donald Trump nelle elezioni statunitensi, che rappresenta per la Germania una sfida in termini di politica economica e sicurezza. Se i socialdemocratici e i Verdi ritengono necessario un governo stabile per affrontare le conseguenze di questo cambiamento internazionale, i liberali sostengono invece che la Germania dovrebbe rispondere con un immediato cambio di rotta politica.
Mentre il presidente della Repubblica Frank-Walter Steinmeier segue da vicino gli sviluppi e ha incontrato il leader dell’opposizione Friedrich Merz, possibile futuro cancelliere della CDU, il clima politico in Germania resta teso. L’SPD e i Verdi potrebbero cercare di portare avanti un governo di minoranza, ma la crisi politica potrebbe anche aprire la strada a elezioni anticipate, segnando una nuova fase di incertezza per la Germania e per l’Europa.
