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Consigliere di Trump: “La Crimea è persa”, nuovo focus su una pace realistica in Ucraina
La futura amministrazione di Donald Trump potrebbe adottare un approccio diverso verso la guerra in Ucraina. Bryan Lanza, consigliere dell’ex presidente, ha dichiarato alla BBC che l’obiettivo primario degli Stati Uniti sarà cercare una soluzione pacifica al conflitto, anziché concentrarsi sul ripristino dei confini territoriali dell’Ucraina, incluso il ritorno della Crimea. Secondo Lanza, insistere sulla riconquista della Crimea non sarebbe realistico, e si attende che il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si mostri pragmatico riguardo alla definizione di un accordo di pace. “La Crimea è persa”, ha detto, ribadendo la posizione di Trump.
Nel frattempo, la squadra di Trump ha superato i risultati elettorali del 2016 e del 2020, consolidando una base di sostegno ampia, e progetta di attuare misure drastiche in tema di immigrazione se tornerà alla Casa Bianca. Secondo il Wall Street Journal, una delle ipotesi più discusse riguarda la dichiarazione di emergenza nazionale, che consentirebbe all’amministrazione di utilizzare fondi del Pentagono per accelerare la costruzione del muro al confine con il Messico, detenere migranti in strutture militari e impiegare aerei per deportazioni di massa. La “più grande deportazione di massa” mai realizzata sarebbe volta a ridurre drasticamente la presenza di immigrati clandestini nel Paese. La strategia contempla anche la possibilità di incentivare l’uscita volontaria degli immigrati, concedendo a chi lascerà il Paese la rinuncia a un divieto di rientro di 10 anni.
