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Israele e Hamas: colloqui e segnali di apertura per un accordo a Doha
Hamas si dice aperto a un accordo con Israele. A comunicarlo è stato Husam Badran, alto esponente dell’ufficio politico di Hamas in Qatar, mentre a Doha riprendono i colloqui per un possibile cessate il fuoco e la liberazione degli ostaggi. Badran ha dichiarato all’agenzia Shehab, legata a Hamas, che “un accordo è possibile” a condizione che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu rispetti gli impegni presi.
Non è chiaro se queste dichiarazioni rappresentino una risposta diretta alla proposta egiziana di un cessate il fuoco di due giorni, durante il quale si prevede lo scambio di quattro ostaggi israeliani con alcuni prigionieri palestinesi, seguito da dieci giorni di colloqui. Tuttavia, fonti di Al Arabiya suggeriscono che Hamas potrebbe accettare la proposta egiziana se le sue richieste precedenti, avanzate il 2 luglio, venissero integrate nell’accordo, richiedendo anche garanzie di impegno da parte di Israele.
Il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha avanzato una proposta di tregua di due giorni nella Striscia di Gaza e uno scambio iniziale di ostaggi, con l’obiettivo di arrivare a un cessate il fuoco più ampio. L’iniziativa prevede che quattro ostaggi israeliani detenuti a Gaza vengano liberati in cambio di alcuni prigionieri palestinesi. Entro dieci giorni, si spera di poter avviare nuovi negoziati. Al-Sisi ha illustrato l’offerta durante una conferenza stampa al Cairo, senza precisare se sia già stata presentata formalmente a Israele o a Hamas. Intanto, il capo del Mossad, David Barnea, è rimasto in Qatar per continuare le discussioni su un possibile scambio di ostaggi. In Qatar, si sono incontrati anche il capo della CIA e il primo ministro israeliano, nella speranza di far avanzare i negoziati. Secondo Israele e Stati Uniti, l’eliminazione del leader di Hamas Yahya Sinwar potrebbe facilitare il raggiungimento di un accordo di pace, ponendo fine alla guerra e garantendo la liberazione dei prigionieri.
Oggi il governo israeliano si riunirà in un luogo segreto, come riportato dal sito Haaretz, che sottolinea come tali riunioni normalmente si svolgano presso l’ufficio del primo ministro a Gerusalemme, ma che per ragioni di sicurezza avvengono anche alla Kirya, il quartier generale delle Forze Armate a Tel Aviv. L’emittente pubblica Kan ha riferito che è stato introdotto un nuovo protocollo di sicurezza, mentre Ynet ha riportato che il cambiamento è stato deciso in seguito a minacce contro politici e siti di alto valore simbolico.
