Politica
Raduno della Lega a Pontida: tra autonomia, immigrazione e difesa dei confini
Con l’omaggio ai volontari scomparsi, è iniziata a Pontida la 36esima edizione del raduno della Lega, con la partecipazione di delegazioni di partiti europei, tra cui i Patrioti d’Europa guidati dal primo ministro ungherese Viktor Orban. Presente anche il generale Roberto Vannacci, fresco di elezione al Parlamento europeo con i voti della Lega. Matteo Salvini, dal palco, ha celebrato l’autonomia regionale come un traguardo ormai consolidato e ha promesso di difendere gli operai, affermando che se dovessero essere introdotte nuove tasse, “a pagare dovranno essere i banchieri, non gli operai”. Ha inoltre ribadito la linea dura del partito sull’immigrazione, sostenendo che la priorità della Lega è la revoca della cittadinanza per chi delinque.
Orban, accolto calorosamente dai militanti, ha lanciato una dura critica alla gestione dell’immigrazione irregolare in Europa, minacciando di portare i migranti a Bruxelles se la situazione non cambierà. Sui prati di Pontida, tra bandiere venete e slogan pro-autonomia, i sostenitori della Lega si sono radunati per difendere il loro leader, soprattutto in vista del processo che vede Salvini accusato di sequestro di persona per la gestione dei migranti a Lampedusa.
