Cronaca
Il Papa ai diplomatici: basta armi, servono dialogo e speranza per costruire un mondo più giusto
Nel suo primo discorso al corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede, Papa Leone ha tracciato le linee guida del suo pontificato, che si apre nel cuore dell’Anno Giubilare, dedicato alla speranza. “È un tempo di conversione e rinnovamento – ha detto – un’occasione per lasciarsi alle spalle le divisioni e iniziare un nuovo cammino, fondato sulla verità, sulla giustizia e sulla pace”. Il Pontefice ha rivolto un pensiero particolare ai luoghi più segnati dalla sofferenza, come l’Ucraina e la Terra Santa, auspicando che la speranza possa rinascere anche lì. Centrale nel discorso anche l’appello contro la corsa agli armamenti, in continuità con quanto già denunciato da Papa Francesco: “Serve la volontà di smettere di produrre strumenti di distruzione e morte. Bisogna riscoprire il dialogo come strada per superare i conflitti”.
Leone ha rilanciato l’importanza delle istituzioni internazionali e della diplomazia multilaterale, nate proprio per prevenire e risolvere le tensioni tra gli Stati. “Occorre tornare allo spirito originario della cooperazione internazionale, basato sull’incontro, non sullo scontro”, ha sottolineato. Il Papa ha anche parlato della sua esperienza personale, cresciuta tra Nord e Sud America ed Europa, come simbolo di apertura ai popoli e alle culture del mondo: “La mia storia è già un ponte tra mondi diversi. La presenza dei diplomatici oggi è un dono che rinnova il desiderio della Chiesa di abbracciare ogni persona, in ogni angolo della terra”. Infine, ha ribadito la necessità di investire sulla famiglia, definita “piccola ma autentica società, fondata sull’unione stabile tra uomo e donna”, e di creare contesti in cui sia sempre tutelata la dignità umana, “dal nascituro all’anziano, dal malato al disoccupato, senza distinzioni di cittadinanza o provenienza”.
