Europa - Mondo
Stati Uniti, stop agli aiuti militari all’Ucraina in attesa di segnali di pace
L’amministrazione americana ha sospeso la fornitura di aiuti militari all’Ucraina fino a nuovo ordine. Lo riferisce l’agenzia Bloomberg, citando fonti vicine alla Casa Bianca, secondo cui la decisione resterà in vigore finché il presidente Donald Trump non avrà verificato la reale volontà di Kiev di avviare negoziati di pace. La misura riguarda tutte le forniture non ancora consegnate, incluse le armi in transito e quelle stoccate in Polonia. Lo stop sarebbe stato deciso in seguito allo scontro tra Trump e Volodymyr Zelensky, e il presidente americano ha ordinato al segretario alla Difesa Pete Hegseth di applicarlo immediatamente.
Il vicepresidente JD Vance, in un’intervista a Fox News, ha espresso ottimismo sul fatto che Zelensky finirà per accettare un dialogo con Mosca, sebbene finora abbia mostrato riluttanza. “Penso che non sia ancora pronto, ma prima o poi dovrà esserlo. Dobbiamo arrivarci”, ha dichiarato. Vance ha ribadito che Trump è disposto a riaprire il confronto con il leader ucraino, ma solo quando questi dimostrerà un autentico impegno verso la fine del conflitto. Trump, intanto, ha lanciato un avvertimento a Zelensky. Commentando le sue parole pronunciate a Londra – dove ha affermato che “la fine della guerra è ancora lontana” – il tycoon ha risposto duramente su Truth Social: “Questa è una delle peggiori dichiarazioni che avrebbe potuto fare. L’America non tollererà questa situazione ancora a lungo”.
Il Cremlino ha colto l’occasione per attaccare il presidente ucraino, accusandolo di non voler trattare. Dmitri Peskov, portavoce di Vladimir Putin, ha dichiarato che “se gli europei riusciranno a convincerlo a negoziare, tanto di guadagnato per tutti”. Sullo sfondo, Washington potrebbe allentare la pressione su Mosca: secondo Reuters, la Casa Bianca starebbe valutando di ridurre alcune sanzioni nei confronti di oligarchi e aziende russe. Nel frattempo, il futuro degli aiuti a Kiev resta in sospeso. Il New York Times riporta che Trump potrebbe affrontare la questione nelle prossime ore con i suoi più stretti collaboratori, tra cui il segretario di Stato Marco Rubio e il capo del Pentagono. “Ci sono molte cose in ballo”, ha dichiarato il presidente, lasciando intendere che potrebbero esserci sviluppi a breve.
