Cronaca
Questione migranti: il decreto “flussi” approvato in Senato. Le critiche del CSM
Il decreto flussi è stato approvato in via definitiva dal Senato con 99 voti favorevoli, 65 contrari e un astenuto. Tuttavia, le preoccupazioni del Csm mettono in evidenza le criticità che potrebbero sorgere nell’applicazione della nuova normativa, alimentando il dibattito sull’efficacia e l’efficienza del sistema giudiziario in materia di immigrazione.Il Consiglio Superiore della Magistratura (Csm) ha infatti espresso un parere negativo sul recente emendamento al decreto flussi, ora legge, che assegna alle Corti d’Appello la competenza per i procedimenti di convalida o proroga del trattenimento dei migranti richiedenti asilo. Il parere, non vincolante, è stato inviato al ministro della Giustizia Carlo Nordio. Il plenum del Csm, sulla base di un documento redatto dalla sesta commissione e dal relatore Roberto Fontana, ha evidenziato diverse problematiche legate alla nuova norma. La decisione di affidare tali procedimenti alle Corti d’Appello, si legge nel parere, rischia di comportare:
– Un allungamento dei tempi processuali e il mancato raggiungimento degli obiettivi fissati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) per il settore giustizia.
– La necessità di una riorganizzazione delle risorse umane e dei carichi di lavoro all’interno degli uffici giudiziari di secondo grado.
– Il rischio che i procedimenti vengano gestiti da magistrati privi delle competenze specifiche richieste in materia di immigrazione.
Secondo il Csm, l’introduzione di questa competenza impone una revisione dell’assetto organizzativo delle Corti d’Appello, già gravate da ritardi nella gestione degli altri procedimenti civili. La misura potrebbe quindi aggravare ulteriormente i tempi di definizione delle cause, pregiudicando il rispetto degli standard richiesti dal Pnrr. Il Csm ha inoltre sottolineato come la modifica normativa “incrini il consolidato assetto giurisdizionale” in materia di trattenimenti, finora gestito dalle Sezioni specializzate in immigrazione. La competenza di tali sezioni era stata pensata per garantire una gestione celere e adeguata alle specificità dei procedimenti.
