Cronaca
Lampedusa, sbarcati nella notte una quarantina di clandestini
Durante la notte scorsa, sul molo di Lampedusa, due cadaveri sono stati sbarcati da un’imbarcazione di circa otto metri di lunghezza, soccorsa in mare aperto dalla motovedetta V1302 della Guardia di finanza. Insieme ai due corpi senza vita, a bordo c’erano altre 44 persone di nazionalità diversa — egiziani, eritrei, etiopi, gambiani e algerini — tratte in salvo. Tra i migranti sbarcati, tre risultano gravemente intossicati dai fumi degli idrocarburi, probabilmente inalati durante il viaggio. Sono stati immediatamente trasferiti al poliambulatorio locale per essere sottoposti alle cure necessarie. I due cadaveri sono stati portati alla camera mortuaria del cimitero di Cala Pisana, dove sarà effettuata l’ispezione cadaverica per accertare le cause del decesso
Secondo le prime ipotesi degli inquirenti, i due giovani sarebbero morti a causa di un’intossicazione da idrocarburi, un rischio drammaticamente frequente per chi affronta la traversata su imbarcazioni di fortuna. La tragedia di stanotte si inserisce in un quadro più ampio di intensi sbarchi sull’isola di Lampedusa. Solo tra la notte e l’alba, infatti, sono sbarcate quasi 300 persone, soccorse in cinque distinti episodi. In totale, nelle ultime 36 ore, l’isola ha visto arrivare oltre 1.100 migranti, segnale di un’emergenza che continua a crescere
Lampedusa, con la sua posizione geografica strategica nel Canale di Sicilia, rimane uno dei principali approdi dei migranti che tentano di raggiungere l’Europa attraversando il Mediterraneo. La pressione sugli hotspot locali rimane costante, richiedendo sforzi continui nella gestione dei soccorsi, del primo triage e dell’accoglienza, in un contesto sempre più problematico. Questi due decessi risultano particolarmente emblematici: non sono testimoni diretti di un naufragio o di una collisione, ma vittime invisibili di un’altra forma di tragedia. L’intossicazione da idrocarburi è un rischio spesso sottovalutato, ma reale, quando gruppi vulnerabili cercano di attraversare il mare su mezzi malsicuri, dove i motori difettosi o i gas tossici possono diventare letali senza preavviso.
