Sanità
Aifa: nel 2023 in forte aumento l’uso di antibiotici in Italia
Nonostante le campagne di sensibilizzazione contro l’abuso di antibiotici, il loro consumo in Italia è aumentato del 6,4% nel 2023. Il nuovo rapporto Aifa Osmed 2023 “L’uso dei farmaci in Italia” evidenzia che quasi il 40% della popolazione ha ricevuto almeno una prescrizione di antibiotici, con un uso particolarmente alto al Sud (44,8%), rispetto al Nord (30,9%) e al Centro (39,9%). L’Aifa sottolinea la necessità di migliorare il monitoraggio delle infezioni ospedaliere e l’attuazione di programmi di “Antimicrobial Stewardship” per frenare la diffusione dell’antibiotico-resistenza, fenomeno che costituisce una crescente minaccia alla salute pubblica. Il rapporto riporta anche un dato medio nazionale di consumo di antibiotici pari a 17,2 dosi giornaliere per 1.000 abitanti, con forti differenze regionali: in testa Abruzzo (22,4 dosi), Campania (21,7) e Basilicata (21,5), mentre a Bolzano si registra il dato più basso (11,1 dosi).
Aumenta anche il consumo di farmaci generici, ma l’Italia resta al terzultimo posto in Europa per utilizzo. Il loro impiego, cresciuto dal 9% nel 2011 al 31,2% nel 2023, è ancora limitato rispetto ad altri Paesi europei. La spesa per i generici rappresenta il 22,8% del totale, ma il mercato dei farmaci a brevetto scaduto è dominato dai prodotti “no branded” che coprono il 44,3%. In parallelo, cresce la spesa per i farmaci di fascia C, quelli a carico diretto del cittadino, aumentata del 9,8% rispetto al 2022 per un totale di 7,1 miliardi di euro. Tra questi, i farmaci con obbligo di ricetta, come benzodiazepine, contraccettivi orali e farmaci per la disfunzione erettile, risultano i più acquistati, con una spesa complessiva di 250 milioni di euro. La spesa farmaceutica complessiva nel 2023 ha raggiunto i 36,2 miliardi di euro, di cui il 68,7% è stato coperto dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN).
I farmaci cardiovascolari si confermano al primo posto per consumo, con 513,9 dosi giornaliere per 1.000 abitanti, seguiti da quelli per l’apparato gastrointestinale e metabolismo (298,6 dosi). La spesa territoriale pubblica, comprensiva della distribuzione diretta e “per conto”, ha registrato un aumento del 3% rispetto al 2022, raggiungendo quasi 13 miliardi di euro. Al contrario, la compartecipazione a carico dei cittadini, pari a circa 25 euro pro-capite, ha visto una riduzione dell’1,3% grazie alla diminuzione del differenziale di prezzo tra farmaci generici e originator.
In ambito ospedaliero, le strutture pubbliche hanno speso 16,2 miliardi di euro in farmaci, con una crescita dell’8,4% rispetto all’anno precedente. L’Aifa osserva che questa tendenza riflette non solo un aumento dei prezzi, ma anche un maggiore ricorso a terapie più costose e mirate, che evidenziano l’importanza di un uso attento e regolato delle risorse in ambito sanitario.
