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Abu Mazen all’Onu: “La Palestina è la nostra terra, fermate il genocidio”
Il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese, Abu Mazen, è stato accolto da un lungo applauso prima di pronunciare il suo atteso discorso alla 79esima Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Con toni forti e decisi, il leader palestinese ha ribadito il diritto del suo popolo alla terra di Palestina e ha lanciato un duro attacco contro Israele. “Non ce ne andremo, non ce ne andremo. La Palestina è la nostra terra, non ce ne andremo. Se qualcuno se ne andrà, saranno coloro che la occupano”, ha dichiarato Abu Mazen, accusando Israele di genocidio e chiedendo la fine immediata delle violenze. Il suo intervento è stato un appello accorato alla comunità internazionale per fermare l’invio di armi allo Stato ebraico e per porre fine al conflitto che da decenni insanguina la regione. “Fermate il genocidio, smettete di mandare armi a Israele. Il mondo intero è responsabile di ciò che succede alla nostra gente a Gaza”, ha proseguito il presidente palestinese, sottolineando le sofferenze patite dalla popolazione civile nei Territori occupati.
Abu Mazen non ha risparmiato critiche agli Stati Uniti, accusando l’amministrazione americana di aver ostacolato ben tre volte, con il proprio veto, una risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu che chiedeva un cessate il fuoco a Gaza. “Mi rammarico che la più grande democrazia del mondo continui a privarci dei nostri diritti legittimi”, ha dichiarato, riferendosi al costante sostegno militare e politico di Washington a Israele. Il presidente palestinese ha poi messo in discussione il diritto di Israele a far parte delle Nazioni Unite, affermando che uno Stato che, a suo avviso, continua a violare i diritti umani e il diritto internazionale “non merita” tale riconoscimento. Le parole di Abu Mazen riflettono l’esasperazione di un conflitto che sembra non trovare soluzione e che continua a dividere la comunità internazionale.
