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Unicef: nel 2024 record globale di violenze sui bambini, aumentano stupri, mutilazioni e attacchi esplosivi
Il 2024 è stato l’anno peggiore mai registrato per le violazioni gravi contro i bambini nei conflitti armati. Lo ha dichiarato Sheema Sen Gupta, direttrice dell’Unicef per la protezione dell’infanzia, durante un intervento al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Rispetto al 2023, già anno da record, si è registrato un ulteriore aumento del 25% dei casi accertati. Tra le aree più colpite figurano Israele e lo Stato di Palestina, dove sono state documentate oltre 8.000 gravi violazioni nel corso dell’anno. A livello globale, più del 70% dei casi di uccisioni e mutilazioni sono stati causati da armi esplosive utilizzate in aree densamente popolate, aggravando l’impatto diretto sui civili più vulnerabili.
Ancora più drammatici i dati legati alla violenza sessuale: nel 2024 gli episodi accertati sono aumentati del 35%. La situazione è particolarmente allarmante nella Repubblica Democratica del Congo, dove nei soli primi due mesi del 2025 sono stati segnalati quasi 10.000 casi di stupri e abusi sessuali, oltre il 40% dei quali ha coinvolto minori. “In pratica – ha spiegato Sen Gupta – un bambino viene violentato ogni trenta minuti”.
In mezzo a uno scenario devastante, l’Unicef segnala anche un dato positivo: oltre 16.000 bambini sono stati liberati da forze e gruppi armati nel 2024 e hanno avviato percorsi di protezione e reintegrazione. L’agenzia Onu chiede un rafforzamento immediato della protezione dei minori nei contesti di guerra e una maggiore responsabilizzazione degli attori coinvolti nei conflitti, affinché cessino di colpire i bambini, sia direttamente che indirettamente.
