Cronaca
Fine vita, il Senato adotta il testo base del centrodestra: emendamenti entro l’8 luglio, discussione in Aula fissata per il 17
Dopo mesi di rinvii, il disegno di legge sul fine vita ha superato un primo passo parlamentare. Le commissioni Giustizia e Sanità del Senato hanno approvato il testo unificato proposto dai relatori di maggioranza, Pierantonio Zanettin (Forza Italia) e Ignazio Zullo (Fratelli d’Italia), che sarà la base da cui partirà l’esame del provvedimento. Il testo è stato adottato con i voti del centrodestra, mentre tutte le opposizioni hanno votato contro. Ora il termine per la presentazione degli emendamenti è stato fissato all’8 luglio, mentre il provvedimento è atteso in Aula il 17 dello stesso mese.
La proposta, frutto di un lavoro di sintesi tra diverse sensibilità interne alla maggioranza, prevede tra i punti principali l’istituzione di un Comitato nazionale di valutazione con funzioni deliberative sulle richieste di suicidio medicalmente assistito. Il comitato sarebbe composto da un giurista, un bioeticista, medici specialisti (in cure palliative, anestesia e psichiatria), uno psicologo e un infermiere, tutti designati tramite decreto del Presidente del Consiglio.
Il testo solleva numerose critiche. Tra gli elementi più contestati c’è l’esclusione del Servizio Sanitario Nazionale dal percorso, fatto che secondo le opposizioni limita gravemente il diritto di accesso a una scelta individuale e costituzionalmente garantita. Inoltre, il disegno di legge prevede tempi lunghi per l’esame delle richieste — fino a 240 giorni — e impedisce di presentare una nuova domanda prima che siano trascorsi quattro anni da un eventuale rifiuto.
Secondo le opposizioni, il testo è distante dalle indicazioni della Corte Costituzionale, che già in due sentenze ha sollecitato il Parlamento a disciplinare in modo chiaro i casi di sofferenza irreversibile, in particolare dopo l’ormai nota sentenza Cappato. La discussione si preannuncia quindi tesa, soprattutto nei passaggi parlamentari previsti per le prossime settimane.
La maggioranza rivendica di aver finalmente sbloccato un dossier fermo da anni, mentre per le minoranze si tratta di un testo ideologico e restrittivo, che rischia di trasformare un diritto in un percorso a ostacoli. Con l’avvio dell’iter, il tema del fine vita torna così al centro del dibattito politico e istituzionale, in un confronto destinato ad accendersi man mano che ci si avvicinerà al voto in Aula.
