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Medicina, come cambia l’accesso: semestre aperto, tre materie chiave e doppia possibilità d’esame
Chimica e propedeutica biochimica, fisica e biologia: saranno queste le tre materie fondamentali che gli studenti dovranno superare al termine del semestre aperto per accedere alla facoltà di Medicina. Si va così delineando, giorno dopo giorno, l’architettura della nuova riforma voluta dal Ministero dell’Università, che prevede l’abolizione del test d’ingresso tradizionale e del numero chiuso. Secondo quanto trapela da fonti ministeriali, a ciascuno dei tre insegnamenti saranno attribuiti sei crediti formativi. Saranno poi le singole università, nel rispetto della propria autonomia didattica, a definire i metodi di insegnamento e ad adeguare i piani di studio per l’erogazione dei corsi.
Al termine del semestre, lo studente potrà sostenere due appelli per ogni materia, distanziati da almeno quindici giorni. È prevista anche la possibilità di rifiutare il voto ottenuto e ripetere la prova, ma solo una volta. Le prove d’esame si svolgeranno in contemporanea in tutte le università aderenti e consisteranno in 31 quesiti a risposta multipla per ciascuna disciplina. Ogni prova avrà una durata massima di 45 minuti e sarà valutata in trentesimi, con la possibilità di ottenere la lode.
La riforma consente inoltre agli studenti di iscriversi al semestre aperto fino a tre volte, offrendo così più opportunità per accedere al percorso di studi in Medicina. L’obiettivo è quello di garantire un sistema di selezione più equo e progressivo, superando le criticità legate al vecchio modello a numero chiuso, pur mantenendo un livello di preparazione adeguato e sostenibile per il sistema universitario.
