Cronaca
Tajani: Roma pronta a ospitare i negoziati tra Iran e Stati Uniti sul nucleare
L’Italia ha dato la sua disponibilità a ospitare a Roma i negoziati tra Iran e Stati Uniti sul dossier nucleare. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri Antonio Tajani da Osaka, dove si trova per impegni internazionali. La richiesta è arrivata tramite l’Oman, Paese che da tempo svolge il ruolo di mediatore tra le due parti. “Abbiamo ricevuto la richiesta da parte delle parti interessate, attraverso l’Oman, e abbiamo dato una risposta positiva”, ha spiegato Tajani. “Siamo pronti ad accogliere, come sempre, incontri che possano produrre risultati positivi, in questo caso sulla delicata questione del nucleare”.
Il ministro ha sottolineato come l’Italia, e in particolare Roma, si confermino luoghi di riferimento per il dialogo internazionale. “Roma è una capitale di pace e di mediazione. Non è la prima volta che il nostro Paese ospita negoziati di questo tipo, e continueremo a metterci a disposizione per facilitare ogni sforzo di distensione e risoluzione dei conflitti”. La questione nucleare iraniana è tornata al centro dell’attenzione diplomatica internazionale dopo mesi di stallo e tensioni crescenti nella regione. L’eventuale riavvio dei colloqui diretti tra Washington e Teheran rappresenterebbe un segnale significativo in un momento di forti instabilità geopolitiche.
“Sosterremo ogni percorso che possa portare non solo a una soluzione sul nucleare, ma anche a rafforzare la stabilità e la pace nella regione e nel mondo”, ha aggiunto Tajani, ribadendo l’impegno dell’Italia a favorire il dialogo e la diplomazia come strumenti fondamentali per risolvere le crisi globali. Il ministero degli Esteri italiano è già al lavoro per predisporre le condizioni necessarie all’eventuale svolgimento dei colloqui nella capitale, anche se al momento non è stata ancora definita una data precisa. L’Italia, storicamente interlocutore credibile nel Mediterraneo e nel Medio Oriente, punta a giocare un ruolo attivo nel rilancio del confronto tra Stati Uniti e Iran, dopo anni di tensioni e interruzioni nei canali ufficiali.
