Cronaca
Parere positivo sul Ponte sullo Stretto: via libera condizionato dall’ambiente, polemiche su nomine e sicurezza sismica
La Commissione Tecnica di Valutazione dell’Impatto Ambientale ha dato parere favorevole al progetto del Ponte sullo Stretto di Messina, con alcune integrazioni richieste per il rispetto delle condizioni ambientali. La decisione arriva dal ministero dell’Ambiente, con indicazioni che riguardano la tutela dell’ambiente naturale, sia terrestre che marino, oltre alla progettazione e gestione delle opere accessorie, come i cantieri e l’approvvigionamento delle materie. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha accolto con soddisfazione la notizia, definendo l’approvazione come “un passo verso il futuro” e ribadendo che il Ponte non è un progetto personale ma un’opera di rilevanza nazionale. Prima della decisione, Salvini aveva ironizzato sugli oppositori, alludendo alla loro preoccupazione per la fauna e flora locale, affermando che “i cinesi, giapponesi, coreani, americani costruiscono ponti in tutto il mondo senza che alghe e pesciolini se ne curino più di tanto”.
Le polemiche, però, non si sono fatte attendere. Da un lato, il leader di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli, ha accusato il ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, di aver nominato 12 nuovi membri nella Commissione di Valutazione in un “blitz” che, secondo Bonelli, include “quasi tutti politici vicini a Fratelli d’Italia”. La Cgil, inoltre, ha espresso preoccupazione per l’assenza di alcune certificazioni di sicurezza. Il segretario confederale Pino Gesmundo ha invitato la premier Giorgia Meloni a chiarire se il governo intende ignorare il divieto di costruzione su faglie sismiche, come indicato dalla Protezione civile, sottolineando che la nota dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) costituisce un “grave campanello d’allarme” per possibili irregolarità. A replicare alle critiche è intervenuto il senatore siciliano Nino Germanà, commissario della Lega in Sicilia, affermando che “la Cgil conosce poco l’iter di questi progetti”. Anche Legambiente, per voce del presidente Stefano Ciafani, ha sollevato dubbi sull’utilità dell’opera, indicando che i fondi previsti — 13 miliardi di euro in base alla legge di bilancio del 2023 — potrebbero essere meglio impiegati per finanziare altri cantieri urgenti nel Paese.
