Cronaca
Omicidio Giulia Tramontano: requisitoria della PM e richieste di condanna per Impagnatiello
Nel processo contro Alessandro Impagnatiello, accusato dell’omicidio pluriaggravato di Giulia Tramontano e del loro figlio non ancora nato, la PM Alessia Menegazzo ha tracciato un quadro spietato dei fatti. “Ripercorriamo le tappe di un orrore”, ha dichiarato, ricordando come la giovane, incinta di sette mesi, sia stata uccisa con 37 coltellate lo scorso 27 maggio nell’appartamento che condivideva con il compagno a Senago, nel Milanese. L’omicidio, secondo Menegazzo, rappresenta “l’epilogo di un piano omicidiario a lungo meditato”, rivelando una premeditazione iniziata molti mesi prima.
Impagnatiello avrebbe pianificato il delitto con metodi subdoli, tentando già dal dicembre 2022 di avvelenare la compagna. La PM ha evidenziato come l’uomo avrebbe poi “approfittato dell’incontro tra Giulia e un’altra donna per dare seguito al suo piano, portando avanti un disegno di manipolazione che comprendeva la messa in scena della scomparsa della vittima”. Dopo il delitto, Impagnatiello avrebbe tentato di far perdere ogni traccia del corpo, presentando una denuncia di scomparsa per depistare le indagini e insinuando che Giulia soffrisse di depressione, per avvalorare un presunto suicidio.
In aula erano presenti i familiari della vittima, tra cui la madre Loredana Femiano e il fratello Mario, profondamente scossi. Sui social, la sorella Chiara Tramontano ha espresso il dolore per la perdita: “Il tuo ricordo è la nostra forza”, ha scritto su Instagram, mentre la madre ha pubblicato un messaggio commovente, ricordando Giulia come una presenza che resterà sempre viva nei cuori di chi l’ha conosciuta.
Impagnatiello, 31 anni, ex barman, è imputato per omicidio volontario pluriaggravato, interruzione di gravidanza non consensuale e occultamento di cadavere. La PM Menegazzo e il procuratore aggiunto Letizia Mannella, nella loro requisitoria, si preparano a chiedere la condanna all’ergastolo. Gli avvocati di parte civile, Giovanni e Daniele Cacciapuoti, e i difensori di Impagnatiello, Giulia Geradini e Samantha Barbaglia, prenderanno successivamente la parola. Se i tempi lo consentiranno, la Corte d’Assise di Milano potrebbe ritirarsi già oggi in camera di consiglio per emettere la sentenza. Per la chiusura dell’istruttoria è stato autorizzato l’uso delle telecamere in aula, ma Impagnatiello ha chiesto di non essere fotografato né ripreso.
