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Nomina di Kennedy Jr alla Sanità Usa: polemiche e timori per le conseguenze globali
La nomina di Robert F. Kennedy Jr a segretario alla Sanità negli Stati Uniti da parte del presidente eletto Donald Trump ha sollevato un’ondata di critiche da parte di medici, esperti e politici, preoccupati per l’impatto che questa scelta potrebbe avere sulla salute pubblica americana e globale. Kennedy Jr, noto per le sue posizioni no vax e antiscientifiche, è accusato di rappresentare un rischio per la sanità. Robert Weissman, co-presidente dell’associazione Public Citizen, ha dichiarato: “È un pericolo per la salute del nostro Paese. Non dovrebbe nemmeno entrare nell’edificio del Dipartimento della Salute, figuriamoci guidarlo”. La nomina ha fatto riaffiorare il ricordo della gestione della pandemia durante l’amministrazione Trump. Weissman ha definito quel periodo “un pasticcio” costato “centinaia di migliaia di vite”, e teme che Kennedy Jr possa causare una nuova “catastrofe sanitaria pubblica”.
Particolarmente critico è anche Alaistair McAlpine, pediatra canadese, che ha ricordato l’episodio del 2018 nelle isole Samoa, dove la campagna anti-vaccini di Kennedy Jr ha contribuito a una crisi sanitaria. Dopo un errore nella somministrazione di un vaccino, Kennedy Jr ha sfruttato l’incidente per diffondere disinformazione, causando un crollo dei tassi di vaccinazione. Nel 2019, un’epidemia di morbillo ha provocato 83 morti, molti dei quali bambini.
Le ripercussioni della nomina si sono fatte sentire anche sui mercati: le azioni dei principali produttori di vaccini hanno registrato forti ribassi. Moderna ha chiuso con una perdita del 5%, Novavax del 7%, mentre Pfizer e BioNTech hanno subito cali rispettivamente del 2% e del 6%. Sul fronte politico, l’ex vicepresidente Mike Pence ha invitato il Senato a respingere la nomina di Kennedy Jr, criticandone le posizioni sull’aborto. Pence ha definito la scelta “un brusco allontanamento dal percorso pro-vita” del Partito Repubblicano, esortando i conservatori a bloccare il provvedimento. Anche Walter Ricciardi, docente di Igiene all’Università Cattolica, ha espresso preoccupazioni. “Nominare un no vax a un incarico così delicato avrà profonde conseguenze, non solo per gli Stati Uniti ma anche a livello globale”, ha affermato, sottolineando il ruolo chiave delle istituzioni sotto la supervisione del Dipartimento della Salute, come la Food and Drug Administration (FDA) e i Centers for Disease Control and Prevention (CDC).
Gli esperti temono che questa decisione possa rallentare la ricerca e la lotta contro le malattie in un contesto sempre più interconnesso. Ricciardi ha avvertito che l’arretramento degli Stati Uniti in campo sanitario potrebbe avere ripercussioni su scala mondiale, evidenziando l’importanza della cooperazione globale emersa durante la pandemia. La nomina di Kennedy Jr, dunque, non è solo una questione americana: le sue implicazioni potrebbero influenzare la salute pubblica ben oltre i confini degli Stati Uniti.
