Politica
Manovra: sindacati confermano sciopero generale dopo confronto di 5 ore con il Governo
Dopo un incontro durato oltre cinque ore, i sindacati Cgil e Uil hanno confermato lo sciopero generale, come annunciato dai segretari Maurizio Landini e Pierpaolo Bombardieri. La riunione a Palazzo Chigi, presieduta dalla premier Giorgia Meloni, ha visto la partecipazione di alti esponenti del Governo e dei rappresentanti sindacali, ma non ha dissipato le tensioni sulla legge di bilancio. Meloni ha ribadito l’intenzione di mantenere i conti in ordine, concentrandosi su priorità come la crescita economica. La premier ha sottolineato la differenza rispetto alle politiche precedenti, che secondo lei avrebbero privilegiato il consenso immediato a scapito della sostenibilità a lungo termine. Ha poi rivendicato il coinvolgimento delle banche e delle assicurazioni nella copertura della manovra, definendola una novità rispetto alle passate leggi di bilancio.
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha confermato l’introduzione permanente del taglio delle aliquote Irpef da quattro a tre, con l’intento di intervenire sugli scaglioni di reddito successivi se le risorse lo permetteranno. Per il Governo, oltre alla premier, erano presenti anche i ministri Antonio Tajani, Adolfo Urso, Marina Calderone, Giuseppe Valditara, Orazio Schillaci, Paolo Zangrillo e il sottosegretario Alfredo Mantovano.
Maurizio Landini, leader della Cgil, ha criticato la manovra definendola insufficiente, e ha espresso la necessità di un “cambiamento radicale”, invitando a reperire le risorse “dove sono”. Landini ha anche sollevato perplessità sulla mancanza di confronto preventivo tra Governo e sindacati nella stesura della legge, sottolineando la necessità di maggiore dialogo.
Pierpaolo Bombardieri della Uil ha posto l’accento sull’emergenza salariale e sulla perdita del potere d’acquisto per lavoratori e pensionati, proponendo la detassazione degli aumenti contrattuali e la valorizzazione della contrattazione di secondo livello come soluzioni pratiche e non ideologiche.
Anche Luigi Sbarra della Cisl ha chiesto interventi mirati su pensioni, scuola, turnover nel settore pubblico e sostegno alla non autosufficienza. Sbarra ha definito la manovra come un punto di partenza verso un accordo strutturale tra Governo e parti sociali per rilanciare l’economia e promuovere la coesione sociale, auspicando un progetto nazionale “per un’Italia più unita e giusta”. In attesa del voto finale in Parlamento, sono circa 4.500 gli emendamenti depositati alla Commissione Bilancio della Camera, di cui oltre 3.000 da parte delle opposizioni.
