Tutte le notizie
Mandato di arresto Netanyahu: Ungheria invita leader israeliano: “Noi non lo arresteremo”
La decisione della Corte penale internazionale (Cpi) di emettere un mandato di arresto contro il premier israeliano Benyamin Netanyahu e l’ex ministro della Difesa Yoav Gallant sta suscitando reazioni contrastanti a livello internazionale. Il primo ministro ungherese Viktor Orban, il cui Paese detiene la presidenza di turno dell’Unione Europea, ha annunciato che inviterà Netanyahu a visitare l’Ungheria come gesto di protesta contro la decisione della Cpi. “Non abbiamo altra scelta che sfidare questa decisione”, ha dichiarato Orban in un’intervista alla radio statale. “Inviterò Netanyahu a venire in Ungheria, dove posso garantirgli che la sentenza della Corte penale internazionale non avrà alcun effetto”.
Anche la Cina ha espresso perplessità in merito alla decisione della Cpi, invitando l’istituzione a mantenere una posizione “oggettiva”. “La Corte penale internazionale dovrebbe adottare e perseguire un approccio equilibrato e giusto”, ha affermato Lin Jian, portavoce del ministero degli Esteri cinese. Il mandato d’arresto contro Netanyahu, accusato di crimini di guerra e crimini contro l’umanità legati al conflitto a Gaza, ha suscitato un acceso dibattito a livello globale. Mentre alcuni Paesi sostengono la decisione della Cpi come un passo verso la giustizia internazionale, altri, come l’Ungheria e la Cina, mettono in dubbio l’imparzialità e l’efficacia dell’organismo giudiziario.
