Cronaca
Milano, tragedia nel carcere di San Vittore: detenuto 18enne muore carbonizzato in cella
Un ragazzo di 18 anni di origini egiziane, Jussef Baron Motkar Loka, è morto carbonizzato la scorsa notte in un incendio divampato nella sua cella del carcere milanese di San Vittore, che condivideva con un altro detenuto. La notizia è stata riferita da Gennarino De Fazio, segretario generale della Uilpa Polizia Penitenziaria. Il giovane, arrestato alcuni mesi fa per rapina e in custodia cautelare in attesa di giudizio, è rimasto intrappolato nell’incendio, presumibilmente scaturito da un materasso in fiamme all’interno della cella. Il compagno di cella, presente al momento del rogo, è riuscito a mettersi in salvo e a dare l’allarme, attirando l’attenzione degli agenti con le sue grida.
Secondo De Fazio, “l’incendio sembrerebbe appiccato dagli stessi detenuti, come ormai avviene con assidua frequenza”. Ha escluso l’ipotesi di un suicidio, descrivendo l’episodio come “un’altra morte che si aggiunge ai 70 detenuti e ai 7 agenti che si sono tolti la vita dall’inizio dell’anno in quello che sempre più appare come un bollettino di guerra”. Il compagno di cella del 18enne è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Milano per omicidio colposo, un passaggio tecnico necessario per procedere con gli accertamenti, inclusa l’autopsia sul corpo del giovane. Le autorità non escludono che l’incendio possa essere stato una forma di protesta da parte di entrambi i detenuti, finita in tragedia.
Dalle prime ricostruzioni, l’incendio sarebbe stato provocato dalla combustione di un materasso che era stato portato in bagno. La polizia scientifica è intervenuta sul posto per effettuare i rilievi necessari, mentre il detenuto sopravvissuto sarà ascoltato nelle prossime ore per fornire la sua versione dei fatti. Restano ancora da chiarire le circostanze precise della morte del 18enne, nonché eventuali problemi psichici o comportamenti che potrebbero essere collegati all’accaduto.
