Cronaca
Napoli, tragedia a Scampia, crolla un ballatoio in una delle “Vele”. 2 morti e 12 feriti
Un crollo devastante ha colpito il rione Scampia di Napoli nella serata di ieri, quando un ballatoio della cosiddetta “Vela Celeste” è crollato causando la morte di un uomo e una donna e ferendo altre dodici persone, tra cui sette bambini. Delle due vittime una è un uomo di 29 anni, deceduto sul colpo, mentre una donna di 35 anni è morta in nottata a causa di un arresto cardiocircolatorio dovuto ai gravi traumi riportati. Secondo una prima ricostruzione basata sulle testimonianze, il ballatoio di servizio al quarto piano si è distaccato, trascinando con sé i due piani sottostanti. Sul posto sono intervenuti immediatamente i Vigili del Fuoco, il 118, la Polizia e i Carabinieri della Compagnia Napoli Stella e del NRM.
Tra i feriti, sette bambini sono ricoverati in codice rosso all’ospedale Santobono di Napoli. Due di loro sono in rianimazione. Gli adulti feriti sono distribuiti tra l’Ospedale del Mare e il Cardarelli: alcuni sono in codice rosso, mentre altre donne sono in condizioni gravi ma stabili. Stamattina, dalle 7:30, i Vigili del Fuoco e i tecnici del Comune hanno iniziato le verifiche tecniche sui ballatoi della Vela Celeste. Tutta l’area interessata dal crollo è stata evacuata e, nelle zone non colpite, è stato vietato il transito sui ballatoi fino al completamento delle verifiche.
La Vela Celeste è una delle ultime strutture rimaste in piedi a Scampia, dopo l’abbattimento delle altre Vele per migliorare le condizioni di vita dei residenti e rimuovere il marchio di ‘Gomorra’ dal quartiere. Ad aprile, l’amministrazione Manfredi aveva annunciato un piano di rigenerazione urbana per le Vele di Scampia, con finanziamenti di circa 18 milioni di euro per la riqualificazione della Vela Celeste. Il progetto prevede la riqualificazione degli spazi comuni, dei garage, dei porticati e delle superfici orizzontali di copertura.
Costruite tra il 1962 e il 1975 su progetto dell’architetto Franz Di Salvo, le Vele avrebbero dovuto includere centri aggregativi e spazi comuni, ma queste strutture non sono mai state realizzate, contribuendo al degrado del quartiere. Negli anni, le Vele sono diventate sinonimo di malavita e spaccio di droga, fino alla decisione di rilanciare radicalmente l’area con l’abbattimento di molte di esse e la riqualificazione di alcune, destinando una delle Vele a ospitare corsi di laurea in Medicina.
