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Elezioni in Gran Bretagna: vittoria storica per i laburisti di Keir Starmer
Dopo 14 anni di governi Tory, il Regno Unito ha scelto il cambiamento affidandosi al Labour sotto la guida di Keir Starmer. “Il Paese ha votato per il cambiamento” ha dichiarato Starmer nel suo discorso di vittoria nel collegio di Holborn e St Pancras, dove ha ottenuto oltre 18.000 voti e un vantaggio di oltre 11.000 sul secondo candidato. La campagna elettorale, molto intensa, non ha riservato sorprese. Convocata a sorpresa da Rishi Sunak a fine maggio, la votazione è sembrata destinata a sancire un risultato scontato fin dal principio. L’esito riflette, secondo molti analisti, un rigetto per il partito di governo più che un’attrazione per il programma del Labour, moderato e centrato sulla stabilità.
Questa vittoria segna la fine di quasi tre lustri di governi conservatori, segnati da crisi e scandali, nonché dagli effetti della Brexit. Starmer, ex procuratore e leader della “soft left”, promette un miglioramento equo delle condizioni di vita senza riaprire ferite come quella della Brexit. Ha anche indicato quelle che saranno le sue priorità immediate: la stabilità economica, la sanità, l’edilizia pubblica, la sicurezza e il contrasto all’immigrazione illegale, senza però il controverso piano Ruanda. Il nuovo governo continuerà a sostenere l’Ucraina e a mantenere le alleanze con USA e NATO.
Rishi Sunak ha riconosciuto la sconfitta, congratulandosi con Starmer: “Il partito laburista ha vinto, ho chiamato Keir Starmer per congratularmi con lui”. La BBC ha leggermente ridimensionato le previsioni degli exit poll, assegnando al Labour 405 seggi e ai Tory 154, il peggior risultato storico per i conservatori. Secondo John Curtice della BBC, la vittoria del Labour riflette più la sconfitta dei conservatori che un’ampia adesione ai laburisti. Questo esito rappresenta un cambiamento significativo nella politica britannica, con la speranza che il nuovo governo risponda alle aspettative di chi desidera un vero cambiamento.
