Fede
San Pietro, 70mila fedeli per la canonizzazione di Carlo Acutis e Pier Giorgio Frassati
Quasi 70mila persone hanno gremito piazza San Pietro per assistere alla storica celebrazione con cui Papa Leone XIV ha canonizzato Carlo Acutis e Pier Giorgio Frassati. Una folla immensa, giunta da tutta Italia e da numerosi Paesi stranieri, ha atteso per ore sotto il sole di Roma pur di prendere parte a una liturgia che resterà nella memoria collettiva della Chiesa cattolica.
Il flusso dei fedeli, ancora in arrivo anche dopo l’inizio della messa, si è svolto senza criticità. La Questura di Roma aveva infatti predisposto, sin dalla serata precedente, un ampio dispositivo di sicurezza con oltre 600 agenti impegnati tra controlli ai varchi, sorveglianza nell’area circostante e presidio costante della piazza. Un’operazione coordinata che ha permesso di garantire ordine e serenità a un evento dal forte richiamo religioso e popolare.
Sul sagrato di San Pietro, accanto al Pontefice, hanno preso posto le più alte cariche istituzionali italiane. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, accolto con un lungo applauso, ha voluto essere presente in un momento che intreccia fede e valori civili. Con lui, il presidente della Camera Lorenzo Fontana, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e Pier Ferdinando Casini, a testimoniare la partecipazione dello Stato a un evento che travalica i confini strettamente religiosi.
Il momento centrale della cerimonia è stato l’annuncio ufficiale del Papa, pronunciato in latino, con cui Carlo Acutis e Pier Giorgio Frassati sono stati iscritti nell’Albo dei santi: “Stabiliamo che in tutta la Chiesa essi siano devotamente onorati tra i santi”. Un passaggio solenne, seguito dall’ingresso delle reliquie dei due nuovi santi, portate all’altare in un clima di profonda commozione. L’applauso scrosciante dei fedeli, accompagnato da canti e preghiere, ha reso ancora più intensa l’atmosfera.
Carlo Acutis, giovane morto a soli 15 anni nel 2006, è considerato il “patrono del web” per il suo straordinario impegno nella diffusione della fede attraverso i mezzi digitali. La sua figura ha attirato in piazza migliaia di ragazzi, molti dei quali hanno sventolato bandiere e striscioni con il volto sorridente del giovane milanese. Pier Giorgio Frassati, alpinista torinese morto nel 1925 a 24 anni, è ricordato come il “santo dei giovani e della carità”, per la sua instancabile dedizione agli ultimi e la sua passione per la vita all’aria aperta.
L’eco della canonizzazione è andata ben oltre i confini del Vaticano: televisioni, emittenti radiofoniche e piattaforme digitali hanno seguito in diretta la celebrazione, permettendo a milioni di fedeli in tutto il mondo di condividere l’emozione di un rito che unisce epoche e generazioni diverse.
La proclamazione dei due nuovi santi rappresenta non solo un momento di grande spiritualità, ma anche un richiamo forte all’attualità. Le vite di Carlo Acutis e Pier Giorgio Frassati offrono infatti due esempi di fede incarnata nella quotidianità: da un lato la testimonianza moderna di un adolescente immerso nella tecnologia ma radicato nei valori evangelici, dall’altro la figura di un giovane del secolo scorso che seppe coniugare sport, cultura e solidarietà.
Un evento, dunque, che segna un capitolo importante per la Chiesa cattolica e per la comunità dei credenti di tutto il mondo, chiamati a guardare a due modelli di santità vicini, concreti e ancora oggi attuali.
