Economia
Giorgetti: “L’incertezza sui dazi costa all’Italia e all’Europa”
Durante un intervento all’assemblea dell’Unione Italiana Vini, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha ribadito la sua preoccupazione per le trattative in corso tra Stati Uniti e Unione Europea sui dazi: “Il costo sicuro è quello dell’incertezza, un costo sicuro e immediato. Non sapremo dove porterà il negoziato, ma se dura troppo tempo questo produce dei danni”. Il governo italiano sta spingendo per un’intesa al 10% entro la scadenza del 9 luglio. Pur non ideale, per Giorgetti un compromesso onorevole a quel livello tariffario rappresenta una soluzione pragmatica: “Vale la pena chiudere al più presto… probabilmente vale la pena concludere anche noi al 10%”.
Il settore vinicolo, primo mercato estero per il Made in Italy negli Usa, è già gravemente danneggiato. Secondo Unione Italiana Vini, un dazio al 10% potrebbe far perdere tra il 10% e il 12% del fatturato in America, dove l’Italia esporta circa 2 miliardi di euro all’anno. Anche aprile ha già mostrato un calo del 7,5% nei volumi e del 9,2% in valore rispetto all’anno precedente. Le aziende denunciano l’incapacità dei consumatori statunitensi di assorbire questo aumento di prezzo: “il danno ci sarebbe eccome”. Il presidente degli imbottigliatori italiani, Lamberto Frescobaldi, ha avvertito che le piccole realtà sono le più vulnerabili, così come denominazioni simbolo come Prosecco e Chianti.
Giorgetti ha messo in guardia sulla portata strategica della partita: “La partita è molto complessa” proprio perché coinvolge equilibri economici, tecnologici e geopolitici di vasta portata. Come evidenziato anche da fonti diplomatiche del G7, sarà difficile che l’accordo finale sia molto diverso da quello siglato recentemente tra il Regno Unito e la Casa Bianca. Quel modello potrebbe quindi diventare lo schema di riferimento per l’UE.
Secondo gli analisti, un dazio al 10% rischia di ridurre il PIL italiano dello 0,1%, contro una crescita prevista dello 0,6%. Questo scenario è aggravato dalla svalutazione del dollaro: la valuta Usa ha perso il 13,5% contro l’euro, aumentando l’effetto reale dei dazi. Il risultato? Un export potenzialmente a rischio di 20 miliardi di euro e fino a 118mila posti di lavoro. In sintesi, Giorgetti spinge per chiudere subito un accordo “second best” con dazi al 10%, cercando di mitigare i costi immediati dell’incertezza. Ma mentre il mondo del vino lancia l’allarme per perdite fino al 12%, dalla politica emerge la pressione a evitare un nodo troppo ingarbugliato, in cui è chiamata in causa tutta la capacità decisionale europea.
